Ragusa. 04.04.2025
Si è riunita ieri pomeriggio a Ragusa, presso la sede della Prefettura, la Commissione antimafia.
“La provincia iblea è al centro di interessi criminali internazionali” ha esordito Antonello Cracolici, Presidente della Commissione.
Questa è una provincia al centro di interessi criminali nazionali e internazionali, dove si registra un preoccupante e allarmante silenzio sulle denunce delle estorsioni; questo è il sunto di quanto emerso dall’audizione della Commissione.
“La provincia di Ragusa è crocevia di interessi della criminalità internazionale, al contrario di quanti l’hanno fin’ora definita provincia babba” ha continuato Cracolici, “piuttosto posso affermare che si tratta di una babba internazionale, nella fascia trasformata si è da tempo insinuata una forte presenza di consorterie della stidda e di cosa nostra, che nel corso degli anni sono diventati un’unica famiglia con interessi comuni che vanno, dal traffico di droga al riciclaggio e hanno stretto rapporti non soltanto con la criminalità organizzata dei gruppi nisseni e catanesi, ma anche con gruppi criminali del Nordafrica e dell’isola di Malta. Inoltre, le indagini delle forze dell’ordine hanno ampiamente dimostrato un approvvigionamento di sostanze stupefacenti che proviene anche da stretti rapporti con la ndrangheta calabrese. Ciò che più preoccupa è l’assenza di denunce, con un’acquiescenza così elevata, da rendere le vittime di estorsioni, disponibili a farsi denunciare per favoreggiamento.
Da diversi anni invitiamo i comuni a dotarsi di apparecchiature di videosorveglianza in grado di agevolare e migliorare il lavoro investigativo. La presenza dello Stato deve essere forte, la Prefettura ci ha informato che c’è in corso un’iniziativa coordinata per realizzare una cittadella della sicurezza a Vittoria, una struttura in grado di potere interagire anche con i territori di Caltanissetta e Catania, nonché con una vasta parte larga della Sicilia Orientale, anche allo scopo di dare fisicità alla presenza dello Stato”. Ha le idee molto chiare il Presidente Cracolici ed è determinato a fare di tutto per contrastare il fenomeno criminale.
“Il dato che emerge, comune ad altre province è quello di una dimensione silente della mafia che non utilizza più le armi per intimorire, ma che continua ad accumulare armi per garantire un equilibrio del terrore tra cosche, nei territori. Armi che prima o dopo saranno disponibili contro chi o contro cosa? Questo è un dato che bisogna capire con un certo anticipo”. Ha concluso Cracolici.
Alla riunione hanno partecipato tutti i Sindaci dei comuni iblei che hanno assicurato massima collaborazione.