Il mese di febbraio che sta per arrivare è l’occasione di ribadire come la Pubblica amministrazione italiana sia una macchina infernale incapace di coordinarsi e capace, invece, solo di chiedere informazioni che ha già. Nella seconda metà di febbraio, infatti, i consulenti del lavoro dovranno gestire almeno 43 scadenze tra lavoro e fisco, cui si aggiungerà con molta probabilità la proroga della denuncia dei disabili dal 31/01 al 15/2. Scadenze queste “nuove” rispetto ai normali adempimenti mensili che i professionisti devono completare per conto della aziende clienti, e ciascuna col suo carico di sanzioni. «Febbraio è il mese delle inutili verifiche e delle folli scadenze – commenta Francesco Longobardi, presidente nazionale Ancl, sindacato dei consulenti del lavoro – Non ci stancheremo di denunciare la situazione finché non ci sarà una revisione delle norme». Le idee per snellire la burocrazia sono molte, ma per un buon inizio basterebbe che gli enti della Pubblica amministrazione partissero dalla busta paga: tutte i dati compilati dai professionisti, sono lì e basta solo acquisirli. Invece di chiedere di ripeterli, decine di volte.
Di Redazione
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