Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 2 marzo, 2021.- L’originaria collocazione del campanile della Chiesa di San Vincenzo era completamente diversa da quella attuale. Esso, infatti, con molta probabilità, all’atto della costruzione della Chiesa, doveva essere allocato molto più indietro rispetto all’attuale posizione, sempre sul lato destro, guardando la Chiesa dal di fuori, in prossimità delle mura perimetrali del Castello. Per essere più precisi, in prossimità di alcuni locali parrocchiali utilizzati attualmente, come magazzini per conservare fercoli ed altro. Tracce di questa sua originaria collocazione sono ancora visibili, da una attenta analisi di parte delle mura esterne, dei terrazzini e di una antica finestra. Ma la conferma storica di questo cambio di posizione la troviamo in un antico documento conservato presso l’Archivio di Stato di Catania- Fondo Biscari-vol. -numero provvisorio- 385 e pubblicato da don Rosario Di Martino nella sua opera “Biscari e il suo Martire che sorride”. Nella suddetta opera si legge che la modifica del campanile si deve all’Abbate, ( rettore dell’abbazia di San Giuseppe, antico nome della Chiesa di San Vincenzo), Gianfrancesco Paternò Castello e Morso, figlio del Principe Ignazio Paternò Castello, investito il 10 maggio del 1775 in occasione della festa di San Vincenzo. Nel suddetto documento si evince, la costruzione del nuovo campanile della chiesa abbaziale, come risulta da una spesa abbastanza consistente del 1 giugno 1775 di, “…onze 27, tarì 13 per togliere il campanaro dal luogo antico e metterlo nella facciata della Chiesa e per fare recinto di fabrica a detto campanaro” . Una ulteriore modifica al campanile fu completata nel 1911, come si legge ancora oggi su uno degli ornamenti posti sulla sua sommità. Nel dicembre del 1910, con una delibera d’urgenza, il Regio Commissario Giovanni Gianani, concesse le antiche campane del vecchio Orologio da Torre, al parroco, don Biagio Berrafato che in quel periodo stava provvedendo a dei lavori di restauro del campanile della Chiesa di San Vincenzo. Come ci fa sapere il professore Piero Occhipinti nella sua opera “Biscari Primo ‘900- Parte Prima”, il parroco “ne avrebbe fatto ripetutamente richiesta alla precedente amministrazione che già dal mese di febbraio gliele aveva concesse ma non ancora date”. Il Regio Commissario, Giovanni Gianani, originario di Livorno, era stato inviato a Biscari (antico nome di Acate), nel mese di ottobre del 1910, “dopo le dimissioni della giunta presieduta da Albani Ignazio fu Gaetano, assessori Albani Ignazio fu Giacomo, Jacò Giuseppe e Leone Francesco ( Piero Occhipinti, opera citata).