Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 16 maggio 2015.- Passeggiando per alcune strade del centro storico di Acate è ancora possibile ammirare delle caratteristiche e significative, “edicole votive”, apposte in prossimità delle facciate di abitazioni private, quale testimonianza di una antica tradizione storica. La loro presenza, purtroppo, ormai è ridottissima a causa delle frequenti demolizioni delle vecchie abitazioni che le custodivano o della mancata manutenzione di quelle ancora esistenti. Un vero piccolo patrimonio artistico e culturale che rischia di scomparire e che invece dovrebbe essere salvaguardato e recuperato in quanto testimonianza della cultura materiale che ha dato, e ancora da, riconoscibilità alla nostra terra iblea. Sarebbe opportuno, quindi, promuovere la tutela di questo patrimonio culturale ed antropologico, in considerazione anche della ormai mancata erezione, nelle nuove costruzioni o in quelle ristrutturate, delle edicole votive, con conseguente quasi scomparsa di queste antiche testimonianze di una particolare devozione religiosa. L’auspicio, pertanto, è che si possano promuovere, nell’immediato futuro, prima che le edicole votive scompaiano del tutto, valide iniziative tese alla sensibilizzazione della popolazione.

Di Salvatore Cultraro
Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.