Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 6 febbraio 2021.- Nel lontano mese di novembre del 1984 la parrocchia San Nicolò di Acate, decise di “dare alle stampe”, o meglio di dattiloscrivere e fotocopiare, un giornalino parrocchiale dal titolo “La Parola”, voluto dal parroco dell’epoca don Rosario Di Martino, unitamente ai sacerdoti che lo collaboravano. Una piacevole e lodevole iniziativa nata quasi per gioco e protrattasi per parecchi anni fino a quando, il naturale trasferimento di alcuni sacerdoti, che erano un po le colonne portanti del giornalino ed altri fattori sopraggiunti, ne decretarono, purtroppo, la fine. La veste editoriale era molto semplice e umile. Lo si stampava in “economia” nel vero senso della parola. Le prime copie erano composte da appena due fogli A4 stampati su fronte e retro e spillati al centro. Negli anni successivi le pagine aumentarono di numero fino ad arrivare a circa 6, sempre in formato A4 piegato in 4 facciate, per un totale quindi di 24 pagine, con copertina in cartoncino sottile (per poter essere fotocopiato) a colori. Come accennavamo si trattava di una struttura semplicissima. I vari articoli e rubriche venivano dattiloscritti o addirittura scritti a mano con la penna, quindi ritagliati e fotocomposti sui fogli A4 che a loro volto venivano fotocopiati. Stesso discorso per le immagini, quasi sempre incomprensibili in quanto anch’esse fotocopiate, in bianco e nero naturalmente. Molte le rubriche, nonostante lo spazio limitato. Argomento prioritario di attualità in Prima Pagina; quindi una Pagina “aperta ai lettori”, quella della Catechesi, una dedicata al “Relax” con vignette umoristiche, giochi enigmistici ed altro; la pagina dedicata alla “famiglia” ed alle sue problematiche. Quindi notizie storiche sulla Antica “Biscari, ricette culinarie, poesie e l’Agenda Parrocchiale con il programma mensile delle varie attività, le notizie sulla Diocesi e l’immancabile elenco mensile dei cittadini defunti, dei matrimoni e delle nuove nascite. In complesso una impaginazione “rudimentale”, ma di tutto rispetto che tralasciava ben poco, pur nella ristrettezza dello spazio a disposizione e dei mezzi usati. Ma la cosa bella non era certo la qualità del “giornalino”, ma quello che rappresentava per l’intera comunità, che ne attendeva con piacere l’uscita ogni mese. Erano in tantissimi a sentirsi “responsabilizzati” nel preparare ogni numero mensile. Gli anziani, con le loro storie sul passato, gli storici locali con le loro ricerche, i bambini delle scuole con le loro genuine riflessioni, i giovani con l’esposizione delle problematiche del momento, le signore con le loro ricette culinarie e tanti altri collaboratori spontanei. Il giornalino, infatti, era aperto al contributo di tutti, era “La Parola” di tutti. Naturalmente anche io mi sono ritrovato coinvolto a questo indimenticabile “progetto”, grazie al caloroso invito del parroco don Rosario Di Martino. Invito che ho colto con estremo piacere proprio per la “bontà” del progetto ed il sano impiego del tempo libero. La “Redazione” era ubicata al piano alto della sacrestia. Una vera e propria “fucina” della cultura che ospitava un pò di tutto, compreso un attrezzato laboratorio fotografico, regno indiscusso del parroco. Subito dopo la Santa Messa serale ci riunivamo in questi locali, collaboratori, sacerdoti e parroco, ed iniziava un vero e proprio “fermento” editoriale. Chi scriveva a macchina, chi ritagliava, chi incollava, chi fotocopiava, chi spillava le copie già complete. Il tutto tra una battuta e l’altra, tra una simpatica e salutare risata. E le ore trascorrevano piacevolmente senza che neanche ce ne accorgessimo. Spesso a lavoro serale completato, si concludeva la serata con una bella spaghettata, preparata nel cucinino degli alloggi situati sopra la sacrestia, accompagnata da un buon bicchiere di vino. A corredo di questa notizia, riportiamo alcune considerazioni sul giornalino, “La Parola”, espresse da alcuni alunni della Scuola Media, “Volta” , sul N. 2 del giornalino, pubblicato il 2 dicembre 1984. “La pubblicazione del giornalino parrocchiale “La Parola” è stata per il nostro paese una cosa veramente interessante. Da tempo anche il nostro gruppo ACR aveva pensato di far pubblicare le nostre idee su un giornalino, ma per mancanza di mezzi non eravamo riusciti. Per il nostro paese e per coloro che non sono molto vicini alla Chiesa è una ottima iniziativa perché li porta a conoscere la Parola di Dio, le esigenze, le iniziative e i problemi della Parrocchia. Le pagine di pubblicazione hanno trattato argomenti molto importanti quali: la catechesi e la libertà…La cosa che ci è piaciuta di più è stata l’Agenda Parrocchiale che ci informa degli avvenimenti della Parrocchia (matrimoni, nascite, defunti,,,) Accanto agli argomenti seri e formativi viene sviluppato anche il lato umoristico. Chiudiamo la nostra riflessione con l’augurio che il giornalino nelle famiglie dove arriva venga letto attentamente e se ne comprenda l’importanza. (Debora e Cristina 3^ Media)”.

Di Salvatore Cultraro
Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.