Salvatore Cultraro, Acate (Rg) 15 novembre 2020.- Disposizioni anti Covid rispettate o No ?” E’ questo il dilemma che assilla ed impaurisce gli acatesi in questi giorni, alla luce, anche, del preoccupante aumento dei contagi. Sull’argomento, a seguito di un quasi allarmante videomessaggio reso pubblico, recentemente dal sindaco Giovanni Di Natale è intervenuto il Movimento 5 Stelle, attualmente forza di opposizione in seno al consiglio comunale. “Il sindaco ha diramato- si legge nella nota- per le solite vie traverse, un video in cui manifesta la sua preoccupazione per il dilagare del virus. Se, da un lato, condividiamo la preoccupazione e l’appello a una maggiore cautela, dall’altro non possiamo non deplorare il deragliamento nella sua comunicazione. Va bene gli appelli al rispetto delle regole, ma un sindaco non deve forse farle rispettare quelle regole anche a costo di dover sanzionare chi sbaglia? Condividiamo le parole di un nostro concittadino, nelle quali emergono egregiamente le criticità nella posizione del sindaco”. “Caro sindaco- esordisce infatti il cittadino indispettito- affermare che la causa principale del circolare del virus, è dovuta a giovani ed extracomunitari è qualcosa di poco professionale. Cosa si è fatto per sensibilizzare la popolazione? non si è fatto nulla”. Il cittadino, che si firma regolarmente, lamenta la mancanza di controlli accurati nei punti nevralgici del paese e soprattutto sui pullman che, come riferisce, “viaggiavano colmi di pendolari”. Per fare ciò continua la nota, “il tempo c’era e c’è ancora”, principalmente per “istruire i più testardi” al rispetto delle regole che salvaguardano loro e chi gli sta vicino. Quindi il documento lancia delle pesanti accuse anche nei confronti della Polizia Municipale la quale “non verrebbe rispettata perche non riesce a farsi rispettare”. La nota del cittadino acatese rivolta al sindaco si conclude con delle frecciatine anche nei confronti dei genitori degli alunni. “Si faccia un giro davanti alle scuole- recita il documento- e noterà un assembramento di genitori che, piuttosto che accompagnare i figli ed andare via, continuano a chiacchierare. Quello di cui sono sicuro è che non è solo colpa dei ragazzi o degli extracomunitari ma di tutti”.