Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 7 gennaio 2018.- Acate, dopo anni di vero e proprio “letargo”, si riappropria di una delle sue più belle e caratteristiche tradizioni: la realizzazione del Presepe Vivente. La lodevole iniziativa, che ha ricevuto il plauso di migliaia di visitatori, molti dei quali forestieri, si deve ad un gruppo di volontari della Parrocchia San Nicolò di Bari, coordinati dal maestro d’arte Saro Morando, non nuovo, in passato, a simili realizzazioni. Il presepe è stato allestito nella suggestiva area che ospita il settecentesco ex Convento dei Frati Cappuccini, oggi sede dell’Ufficio Tecnico Comunale e della Biblioteca. Un presepe concepito come espressione della sensibilità di chi lo ha realizzato. Nei mesi che hanno preceduto il Santo Natale, Acate si è animata di una frenetica vitalità risvegliandosi, quasi, da un lungo letargo,  riempendo l’aria circostante di rumori e vocii caratteristici, tipici della preparazione delle scene per la rappresentazione del presepe vivente. Un Presepe altamente suggestivo, realizzato in maniera meticolosa e realistica, senza dubbio uno dei migliori della provincia.  I personaggi che lo hanno popolato  hanno interagito con il pubblico coinvolgendolo, nel lungo percorso, e dando enfasi alle figure salienti del presepe tradizionale. Uomini, donne e bambini, infatti, non si sono limitati ad  interpretare dei ruoli ma hanno vissuto realmente particolari situazioni del passato. Per la sua realizzazione nulla è stato tralasciato: tutto è stato curato con estrema cura e conoscenza, fino a rendere ogni piccolo particolare importante e caratteristico. La costruzione del pozzo, dell’ovile, gli scenari, i costumi, la capanna, hanno impegnato persone e tempo, ma il risultato è stato qualcosa di inaspettato. Ognuno ha sentito il proprio ruolo, immedesimandosi perfettamente nel personaggio e rendendo questa rappresentazione ancora più realista. Lo spettacolo vissuto è stato talmente emozionante e carico di sentimenti, da far credere al visitatore quasi di ritrovarsi nel passato. Entrando nel Presepe Vivente di Acate ci si è abbandonati alla magia di un mondo diverso da quello attuale, un mondo in cui l’uomo ritorna, con la sua semplicità, ai suoi veri valori. Un lavoro certosino, dicevamo, coordinato dal maestro d’arte Saro Morando, musicista per passione, artista per talento e dipendente statale per professione. “Ho accolto con immenso piacere- ha tenuto a sottolineare- l’invito rivoltomi da alcuni ragazzi dell’Azione Cattolica di Acate. Insieme abbiamo lavorato, ogni sera, per circa un mese e mezzo ampliando, di volta in volta, con l’inserimento di sempre maggiori dettagli, il progetto di massima che avevamo abbozzato inizialmente”. “Speriamo- continua il maestro Morando- che con questa nostra iniziativa Acate possa finalmente risvegliarsi da quella cronica apatia in cui si è ormai adagiata da tempo. A tal proposito il Presepe Vivente, che si rifà fedelmente al periodo della nascita di Nostro Signore, vuole essere anche un grande messaggio di speranza per il futuro”. “Un grazie di cuore- conclude il direttore artistico- va ai circa cinquanta figuranti che con amore e dedizione hanno regalato a questo progetto parte del loro prezioso tempo. In modo particolare la folta rappresentanza femminile che per la prima volta ha partecipato attivamente a questo tipo di manifestazione ed all’attrice Matilde Masaracchio per la consulenza storica sui costumi d’epoca”.

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

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