Nei giorni scorsi è scoppiata la polemica innescata dal Sindaco di Acate  a proposito del prelievo   da parte dell’Agenzia Generale delle Entrate.  E’ stata pubblicata una dichiarazione  infuocata  di Franco Raffo,   leggerla è sempre più un problema per le gravi affermazioni “verbate”  contro l’ufficio di Ragioneria comunale  . Dichiarazioni forti e roboanti  seguite  da un provvedimento pazzesco che ha visto azzerare le dirigenze del Comune di Acate.  Assistere alla teatralità  con cui il Sindaco scrive,grida e accusa è ormai un fatto quotidiano. Da tempo nel palazzo si è scatenata tanta confusione e incertezza dei ruoli professionali a  danno dei cittadini .

I modi e i contenuti della comunicazione del buon Sindaco sono a dir poco stucchevoli  se non altro per la capacità unica e solitaria di  un “ popolano”   col vizietto del classico  scarica barile.   Comunicando il prelievo da parte dell’Agenzia delle Entrate di circa € 2.500.000  per IMU spettante allo Stato, il Sindaco  accusa  gli odiati nemici politici,  gli ex amministratori, gli uffici finanziari e quant’altro oggi ostacolerebbe il suo cammino amministrativo, ma non dice tutta la verità. Circolano voci allarmanti di reati amministrativi e gravi  errori della Ragioneria Comunale, dei Revisori dei Conti ,un vero tam, tam  girovagante in Paese.  Il coro dei fedelissimi  completa la litania del Sindaco,  cantata ai 4 venti  per la consueta  cassa di risonanza  tutta “ Raffiana”.

Tuttavia è opportuno  dire tutta quanta la verità dei fatti . Diciamo subito che ogni affermazione contro l’Ufficio di ragioneria è falsa , lo dicono chiaramente  le carte . Tutto parte da un’ infelice scelta del  Consiglio Comunale  in seduta per l’approvazione del bilancio 2012 ( Ottobre 2012). Infatti    sotto i colpi della nuova maggioranza  tra transfughi dalla lista Caruso e Consiglieri eletti nella lista  Raffo,  Acate ha dovuto subire un mancato incasso d’IMU pari a poco meno   di € 700.000. Con delibera consiliare l’aliquota IMU fu abbassata al disotto di quella base e non si tenne conto che in ogni caso il 2 per mille sarebbe stato di competenza dello Stato.   Negli anni  2011 e 2012  Raffo era il capo indiscusso dei Consiglieri eletti per la minoranza e che con il passaggio di alcuni transfughi dalla lista Caruso alla sua corte divenne maggioranza. Pertanto   Franco Raffo, oggi Sindaco  accusatore, era ed è tuttora consapevole del misfatto consumato  ai danni del Comune. Una geniale invenzione tutta demagogica  che oggi svuota le casse del Comune. Fu un errore sia politico   che tecnico che il Sindaco vorrebbe  scaricare sulle spalle di chi aveva avvertito che il buco negli anni avrebbe causato efetti negativi e pericolosi per gli equilibri di bilancio.  Ma c’è di più perché,  Raffo eletto Sindaco nel 2013 non ha mai pensato di rimettere le cose a posto riportando   l’aliquota IMU , per la prima casa  a quella base. Una dimenticanza?… una scelta?  O paura di essere sfrenato tassatore?…  Sta di fatto che applica l’addizionale IRPEF, aumenta le aliquote IMU sulla seconda casa e sui terreni occupati da fotovoltaico ma  non propone l’applicazione  della legge nazionale per l’aliquota IMU sui fabbricati di prima abitazione . Pertanto se la colpevolezza di un errore va cercata per il 2012 a maggiore ragione dovremmo additare Raffo  responsabile, se non altro indiretto per l’anno2012, ma diretto per gli anni  2013 e  2014.

Mi si dirà perché?  Proprio perché Raffo   poteva e doveva  proporre al nuovo Consiglio  Comunale soprattutto  le correzioni per riportare l’IMU della prima casa  all’aliquota base del 4 per mille. Non basta dire che non è stato informato perché se così fosse dimostrerebbe un’assoluta incapacità amministrative e politica ,oltre che lo sciocco cinismo di chi vuole a tutti i costi incastrare i suoi odiati predecessori.

Gaetano Masaracchio.

Di redazione due

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