Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 27 settembre 2023.- Per il primo barone di Biscari, don Guglielmo Raimondo Castello l’immenso bosco, fitto di vegetazione, presente nel suo feudo, rivestiva una grande importanza in quanto forniva legna, carbone, ghiande, legna da costruzione, selvaggina. Il bosco, però, offriva anche rifugio a briganti e fuorilegge pertanto non era concesso a nessuno attraversare il feudo senza permesso. Un notevole danno al bosco e quindi al feudo, lo apportavano anche i cacciatori di frodo e a tal proposito, un successore di don Gugliemo, il IV Principe di Biscari, Vincenzo Paternò Castello, emanò, nel 1739, un apposito “bando” che proibiva la caccia, come evidenziato in un documento conservato presso l’Archivio di Stato di Catania-Fondo Biscari- vol.383. pag, 482, e riportato dall’emerito parroco di Acate, il compianto don Rosario Di Martino, nella sua opera: “Notamento dell’Antiqua Patronanza dello Biscare”. “…considerandosi il gran danno che fanno li cacciatori, si delle reti, come delli furetti alli conigli, ed altresì le scopette tanto per detti conigli, quanto per li pernici, i francolini e precipuamente(principalmente) nel tempo della caccia, perciò per comune beneficio ha stimato lo prefato Principe, proibire a tutti i suddetti cacciatori tanto di questa sua terra, abitanti e commoranti in essa, quanto ad altri di questa città e Terre convicine, alli cui superiori se ne passeranno le convenevoli lettere, acciò non venissero in questo suddetto nostro Stato con reti e furetti o altri strumenti di caccia e tanto se di questi ne portassero, incorrono nella pena d’onza una e mesi quattro di carcere e con il perdere i suddetti strumenti di caccia…Biscari 15 marzo 1739”.

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
RSS
Follow by Email