PALERMO – Oggi ci soffermiamo sulle amare riflessioni pubblicate sulla sua pagina di facebook da Salvo Fleres personalità politica che in passato ha ricoperto vari ruoli politici ed istituzionali. Salvo Fleres, infatti, è stato parlamentare regionale dal 1996 e subito dopo  Assessore alla Cooperazione. Subito dopo è approdato al Senato della Repubblica prima con Forza Italia e poi col PDL. La vicinanza a Gianfranco Miccichè l’ha convinto a seguirlo nell’esperienza di Forza Sud e dal 2013 è fuori dall’agone politico.

Fleres ha lasciato segnali più che positivi nelle varie attività tempo per tempo svolte. In particolare rammentiamo che è stato il proponente dell’emendamento sullo scudo fiscale che approvato dall’allora maggioranza di centro destra e grazie all’assenza di alcuni parlamentari del PD, ha fatto introitare  4 MILIARDI di EURO allo  Stato Italiano a svantaggio degli Stati Esteri. Non è da dimenticare la proposta presentata in Parlamento per allineare gli stipendi dei parlamentari italiani a quelli europei. Purtroppo ciò non si è realizzato allora e diventa sempre più una chimera.

Infine Salvo Fleres si è sempre battuto per tutelare la dignità ed il rispetto nei confronti dei detenuti.

In attesa di intervistarlo pubblichiamo quanto scritto da Fleres su Facebook:

Temo sempre di più che questo Paese non si salvi ma spero ardentemente di sbagliarmi.
Se un ministro della sanità dice che le prestazioni di pronto soccorso non strettamente necessarie si debbano pagare, come se ciascun malato fosse in grado di farsi la diagnosi del proprio malessere, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se un ministro dell’economia dice che non proporrà nessuna riduzione delle tasse sulla casa, senza tener conto che la nostra piccola economia ruota ormai solo sul bene casa, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se un presidente della regione fa fare 8 ore di anticamera ad un imprenditore che vuole investire in Sicilia e creare 150 nuovi posti di lavoro e gli dice che deve stare attento alla burocrazia, trascurando il dettaglio che è lui che deve riformarla, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se un sindaco non si accorge che l’abbattimento di un ponte ha congestionato il traffico della città che dice di amministrare, trascurando il dettaglio che nessuno voleva che quel ponte si abbattesse, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se nelle scuole non si insegna l’educazione civica e non si spiega il funzionamento dello Stato, perchè neanche gli insegnanti lo conoscono, in quanto nessuno lo ha spiegato a loro, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se un organo di informazione che dice di essere indipendente in realtà è il bollettino ufficiale dei suoi sponsor, governo incluso, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se la magistratura, nonostante le riforme, continua a non pagare per gli errori che commette, mentre la sua credibilità precipita, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se la Costituzione somiglia sempre di più al vestito di Arlecchino e nessuno si pone il problema di riformarla nel suo insieme, piuttosto che a spizzichi e bocconi, secondo le esigenze del momento, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se un numero sempre maggiore di cittadini decide di non votare, lasciando tutto in mano ad una oligarchia sempre più inconcludente, incompetente e indifferente, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Se l’unica cosa che ci appassiona è il campionato di calcio, dimenticando ciò che di scandaloso esso rappresenta e trascurando la purezza dello sport, e non succede nulla…il Paese non si salva.
Perdonatemi lo sfogo, ma non sarebbe il caso di far succedere qualcosa.

Speriamo che le amare parole di Fleres vengano utilizzate dalle Persone di Buona volontà per invertire la rotta in modo tale da garantire ai cittadini l’utilizzo dei servizi sociali essenziali e rendere efficienti le Strutture dello Stato.

Di Carmelo Raffa

Nato a Tortorici (ME) il 18 gennaio 1952 si è occupato fin da ragazzo di sindacato, attività sociale e politica. All’età di 15 anni collaborava, infatti, con suo zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipava alle proteste dei contadini col microfono in mano per infastidire i proprietari terrieri. All’epoca i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne.All’età di 20 anni, nel luglio 1972, veniva assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e si iscriveva alla FABI dove all'inizio del 1973 veniva eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo e nel 1978 ne diventava il Segretario Amministrativo.Negli anni ’80 è stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e nel 1997 è stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari.Nel 1991 è stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, è stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, Raffa è diventato il Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ha mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ricopre l'incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC.Dall'anno scorso Carmelo Raffa, ha collaborato assiduamente con la testata giornalistica on line LinkSicilia.it e ciò dopo aver fornito proprie note a: mov139.it - striscialaprotesta.it - lavocedinewyork.com

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