Salvatore Stornello
Uno tra i migliori scrittori contemporanei italiani , che ha trovato il suo posto tra i libri della storia della letteratura, è senza dubbio Gesualdo Bufalino.
Lo scrittore nacque a Comiso, in provincia di Ragusa, il 15 novembre 1920, e morì tragicamente in un incidente stradale il 14 giugno 1996.
Il suo successo arrivò tardi, dopo i sessant’anni, con il romanzo “Dicerie dell’untore”, incoraggiato da Leonardo Sciascia, suo grande amico. Altro artista, importante nella vita di Bufalino fu Vincenzo Consolo; i due scrittori, insieme a Sciascia, infatti, formarono il famoso “Trittico” Sciascia – Bufalino – Consolo.
Dicerie dell’untore venne pubblicato nel 1981 dalla Sellerio, e si aggiudicò lo stesso anno il premio Campiello; successivamente, nel 1988, Bufalino vinse anche il premio Strega con il romanzo “Le menzogne della notte”.
In Dicerie dell’untore, Bufalino, racconta la storia di un reduce della seconda guerra mondiale, che nel 1946 affronta dopo i traumi subiti del conflitto , un nuovo apprendistato di morte, sulle alture di Palermo, nel sanatorio della Rocca.
Nel 1985 Bufalino, sempre con la Sellerio, pubblica il suo scritto “L’isola plurale”, in cui afferma che la Sicilia ha sempre sofferto di un eccesso di identità, dovuto in parte a tutte le dominazioni di cui è stata oggetto.
Secondo Bufalino, infatti, risiedono più Sicilie all’interno della Sicilia stessa. Come lui stesso scrive: “Vi è una Sicilia babba, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia sperta, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è una Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una, infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio. (Bufalino, 1985).
Bibliografia
Bufalino G. (1985), Cera persa, Palermo, Sellerio.
Bufalino G. (2009), Dicerie dell’untore, Palermo, Sellerio.