rino durante

Ragusa, 5 dicembre 2014 – ”La segreteria provinciale di Ragusa dell’Associazione Siciliana della Stampa esprime preoccupazione per la gestione delle informazioni da parte degli organi inquirenti sul delitto del piccolo Loris con continue ‘fughe’ che, come lo stesso procuratore della Repubblica di Ragusa ha detto ieri in un’improvvisata conferenza stampa ‘rischiano di essere informazioni sbagliate e che danneggerebbero, forse in modo irreversibile le indagini’. La richiesta di collaborazione avanzata dal Procuratore a tutti i giornalisti che si stanno occupando del ‘caso’ deve essere supportata anche da un atteggiamento omogeneo degli inquirenti nei confronti di tutti gli organi di informazione. Di fronte ad un caso di portata nazionale e di questa gravità, che ha acceso i riflettori mediatici sulla nostra provincia, è auspicabile che tutti i protagonisti diano prova di rispetto delle regole. Se da un lato l’Ordine dei giornalisti ha chiesto a tutti gli iscritti un comportamento consono ai principi deontologici della professione e al rispetto dei codici di autoregolamentazione, auspichiamo da parte della Magistratura inquirente e degli organi di polizia una linearità di azione chiara e netta che privilegi le notizie certe e riscontrate per tutti gli organi di informazione, senza favorire la corsa allo scoop che non aiuta, di certo, la ricerca della verità”.

Questo il testo integrale del comunicato diramato del tardo pomeriggio di ieri dall’Assostampa iblea. In precedenza, era stato anche reso di pubblico dominio un comunicato dell’Ordine dei giornalisti che richiamava i propri iscritti al rispetto delle regole deontologiche e professionali sia pure nel contesto di un legittimo diritto di cronaca. Adesso il sindacato dei giornalisti chiede agli inquirenti, che indagano sul caso Loris, uniformità di trattamento delle notizie da divulgare agli organi d’informazione. Insomma non devono esserci giornalisti di serie A e giornalisti di serie B; tutti devono avere dalle fonti istituzionali uguale accesso alle notizie che possono essere divulgate ad un’opinione pubblica che segue con grande interesse – a volte purtroppo con morbosità – un caso, quello della tragica fine del piccolo Loris, che ha scosso la tranquilla comunità di Santa Croce Camerina e non solo. Da quando esiste il mondo dell’informazione, però, ci sono sempre stati cronisti che sono riusciti, con la loro competenza e con il loro lavoro, ad avere più notizie rispetto ad altri colleghi in relazione ai casi di cronaca di cui si stavano occupando. E’ accaduto anche al sottoscritto di essere stato capace di pubblicare alcune notizie in anteprima, così come è capitato al sottoscritto di prendere delle sonore ”buche”. A volte nel nostro lavoro, che va comunque condotto sempre in maniera corretta e puntuale, basta un niente per venire a conoscenza di fatti che pure dovrebbero rimanere coperti dal cosiddetto segreto istruttorio (un segreto che ormai non esiste quasi più). Normale quindi pubblicarli sugli organi d’informazione per i quali si svolge il proprio lavoro. L’Ordine dei giornalisti e l’Assostampa, a mio avviso, dovrebbero piuttosto preoccuparsi di tenere a freno quella moltitudine di giornalisti e pseudo tali che sono aumentati a dismisura con l’avvento dell’informazione online, ma che non hanno e non potrebbero mai avere la necessaria competenza e professionalità per trattare casi di cronaca delicati e difficili come quello di Santa Croce Camerina. E una maggiore attenzione bisogna rivolgere a quelle trasmissioni Tv, anche su scala nazionale, che pur di fare audiens calpestano ogni minima regola del diritto-dovere di cronaca.

Di Rino Durante

Rino Durante, giornalista professionista. Inizia la carriera giornalistica nel 1977 come collaboratore sportivo della redazione siracusana de "La Sicilia" diretta dall'allora caposervizio Pino Filippelli. Nel 1980 iscrizione all'albo dei giornalisti nell'elenco dei pubblicisti. Nei prima anni dell'attività è stato corrispondente da Siracusa de "La Gazzetta dello Sport", nominato dall'allora direttore Candido Cannavò. Dai primi Anni Ottanta viene nominato da Domenico Tempio corrispondente da Siracusa di Antenna Sicilia. Come cronista televisivo si occupa anche di cronaca nera, giudiziaria e politica. Settori di cui si occuperà in seguito anche come giornalista della carta stampata. Nel 1992 sostiene a Roma, con esito positivo, gli esami per giornalista professionista. Una volta andato in pensione Pino Filippelli, per decisione del direttore Mario Ciancio e dell'allora redattore capo centrale Domenico Tempio, assume la direzione della redazione siracusana de "La Sicilia". Nel giugno del 1996 viene trasferito a Ragusa, dove fino al dicembre 2010 svolge la propria attività giornalistica come caposervizio e responsabile della redazione provinciale iblea de "La Sicilia".

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