Comiso. 16 febbraio 2019
Ha dell’incredibile quello che è successo ieri sera a Comiso, ma purtroppo è una triste realtà.
Intorno alle 20,45 un agente del locale commissariato che sie era recato insieme alle figlie, presso un panificio, ha appreso dalla titolare dell’esercizio commerciale, impaurita e stravolta dal timore che potesse accadere qualcosa di grave, che un giovane, in compagnia di un altro, dopo essersi entrambi incontrati, ha imbracciato un mitra e, dopo avere aperto lo sportello posteriore di un furgone di proprietà di uno dei due, ha esploso alcuni colpi d’arma, da fuori all’interno del furgone. Qualcuno, o molto più verosimilmente diverse persone, si sono accorte di quanto stava accadendo, ma piuttosto che chiamare le forze dell’ordine, hanno preferito allarmare città e cittadini, scrivendo sui social quanto accaduto.
L’agente, che è stato colto di sorpresa dal racconto della donna, ha prima chiamato il suo ufficio di Comiso e subito dopo la Questura iblea e i carabinieri per capire se qualcuno fosse a conoscenza di questo episodio.
Mentre i colleghi dell’agente della Questura, riferivano di non avere avuto alcuna segnalazione, i militari dell’arma di Comiso, hanno detto che avevano sentito dire questa cosa, ma solo perchè qualcuno lo aveva pubblicato sui social e non per avere ricevuto segnalazioni.
A quel punto, il vice questore Emanuele Giunta, dirigente del commissariato di Comiso, ha attivato le misure previste in questi casi, atte ad individuare immediatamente gli autori dell’atto delinquenziale.
In poco tempo, è stata fatta piena luce ssull’episodio, anche per una sorta di autodenuncia sporta dagli stessi autori del gesto, i quali si sono presentati spontaneamente presso gli uffici di polizia, dichiarando di avere provato, poco prima, un’arma innocua utilizzata per il “soft air”.
A quel punto l’allarme è rientrato, il giovane che aveva sparato in strada è stato denunciato per procurato allarme e il mitra posto sotto sequestro.
ha dichiarato il vice questore Giunta .
Noi condividiamo il pensiero del dirigente e auspichiamo un utilizzo più razionale e discreto dei social.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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