Comiso.02.09.2024
Il personale del lovale commissariato ha eseguito la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese ed ai luoghi da loro frequentati con applicazione del braccialetto elettronico a carico di un cittadino tunisino di 46 anni, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie, aggravati in quanto commessi in presenza dei tre figli minori. Nello specifico, gli agenti della volante sono intervenuti per lite in famiglia, in quanto una donna denunciava di essere stata minacciata con tentativi di aggressione da parte del marito, ma all’arrivo degli agenti l’uomo si era già allontanato da casa.
Dalle dichiarazioni della richiedente emergeva che quest’ultima era vittima di maltrattamenti in famiglia commessi in forma aggravata da parte del marito, peraltro già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento emessa nei suoi confronti per fatti analoghi e in quell’occasione questo ultimo l’aveva insultata, aveva tentato di colpirla con un ventilatore e l’aveva minacciata di morte e spintonata sul balcone, desistendo dai suoi intenti violenti, solo per l’implorazione da parte del figlio minore che stava assistendo all’accaduto.
La donna di fronte a quella scena, preoccupata per se e per i propri figli si è decisa a presentare denuncia querela contro il marito.
Gli investigatori del commissariato di Comiso, d’intesa con la Procura di Ragusa, a seguito di una complessa attività di indagine, hanno richiesto all’Autorità Giudiziaria competente un’adeguata misura cautelare finalizzata a tutelare le vittime ed evitare che l’indagato potesse ripetere tale condotta nei confronti dei familiari.
Il GIP del Tribunale di Ragusa, valutando la situazione e la gravità dei fatti imputabili all’uomo, ha disposto la misura del divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico che è stata prontamente eseguita.