Ci sarà una nuova apertura di credito nei confronti dell’Inps solo quando dal suo presidente Tito Boeri arriveranno delle scuse formali per aver offeso la categoria dei consulenti del lavoro, e la categoria stessa avrà la certezza di essere consultata in modo formale e preventivo prima di ogni decisione dell’ente che impatti direttamente sulla vita professionale dei consulenti: scadenziari fiscali, nuove procedure informatiche etc. «Se sino ad oggi ci siamo prestati nell’interesse delle aziende assistite a coprire le numerose mancanze Inps, dalle ripetute richieste di documenti smarriti, alla correzione di errori non causati dall’azienda o dall’intermediario, adesso basta», annuncia infatti il presidente nazionale Ancl Francesco Longobardi (in foto), che continua: «Ho invitato i colleghi a segnalare alla nostra segreteria, da ora in maniera sistematica e non più occasionale, gli intralci burocratici addebitabili all’Istituto, così da far rendere conto ad aziende ed utenti cosa significa districarsi tra i disservizi».

Non si è quindi ancora spenta la polemica tra Boeri e i consulenti del lavoro dopo che il primo ha affermato, intervenendo all’assemblea di Unindustria Treviso una decina di giorni fa, che «le imprese non devono più necessariamente dover ricorrere a degli intermediari, a dei consulenti del lavoro e consulenti fiscali, devono interagire direttamente con noi, questo riduce i costi per le imprese». Con questa affermazione, è come se Boeri avesse imputato ai professionisti intermediari la responsabilità delle perdite di tempo e dei costi burocratici per le imprese. La categoria dei consulenti del lavoro si è dimostrata compatta, Ordine e sindacato Ancl, nel sospendere la partecipazione a tutti i tavoli tecnici di confronto con l’Inps. Fra l’altro, l’infelice uscita di Boeri seguiva di poche ore ben due lettere formali inviate dall’Ancl all’ente previdenziale per sottolineare i problemi che il malfunzionamento della piattaforma informatica dell’ente stava creando in quei giorni per l’inoltro dei modelli Uniemens. Afferma Longobardi: «Come consulenti del lavoro siamo i primi a volere un sistema telematico che funzioni, con procedure semplici, non ripetitive e senza perdite di tempo. Perché il nostro lavoro principale non è inserire dati negli archivi pubblici, anche se negli ultimi dieci anni questa attività è stata scaricata su di noi senza chiederci nulla. Noi siamo professionisti titolari di competenze esclusive “e” intermediari qualificati. Abbiamo ragione di chiedere rispetto e considerazione per il lavoro svolto a favore della PA».

Di Redazione

<> Invia i tuoi comunicati a redazione@italreport.it <>

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
RSS
Follow by Email