Sileoni (FABI): “rottura delle trattative causata non da Sindacati ma da posizioni intransigenti della parte datoriale
“Il comitato esecutivo dell’Abi ha deliberato di confermare la disdetta del contratto dei bancari al 31 dicembre precisando però che la disapplicazione avverrà il 31 marzo. Ciò si evince dall’annuncio fatto dal responsabile delle relazioni sindacati dell’Abi Alessandro Profumo che ha precisato che in questo modo ci saranno altri tre mesi di tempo in più per trovare l’accordo con i sindacati.
Pronta la replica dei sindacati. Il Segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni, senza peli sulla lingua ha dichiarato: “È politicamente scorretto e ingiusto affermare, come ha dichiarato oggi il Comitato esecutivo dell’Abi, che la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei bancari si è interrotta per decisione dei sindacati”. Lo dichiara Lando Maria Sileoni, Segretario generale della FABI, il sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari.
“L’Abi ha paura di prendersi, di fronte alla classe politica e all’opinione pubblica, la responsabilità di una rottura a causa di posizioni esasperate e intransigenti rispetto ad esempio al tfr, agli scatti d’anzianità e alla stabilità occupazionale dei 309mila addetti del settore e alle politiche occupazionali giovanili. La verità, dal nostro punto di vista, è che la rivendicazione delle banche è tutta di carattere politico e la ventilata riduzione dei costi rappresenta esclusivamente un alibi per ottenere, invece, la destrutturazione del contratto nazionale e della busta paga dei dipendenti. A breve inizieranno le assemblee dei lavoratori, che sicuramente capiranno i pericoli di quest’ attacco ai loro diritti senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali di settore”.