Oggi il Capo delle Relazioni Sindacali dell’ABI rispondendo a domande dei giornalisti ha affermato: “Noi lavoriamo per concludere un contratto ma non concludiamo un contratto a qualsiasi prezzo e a qualsiasi costo”, aggiungendo: “Noi dobbiamo avere l’occhio alla stabilità del sistema bancario nel lungo periodo e quindi non possiamo modificare determinati punti di vista a fronte di eventi di breve periodo“.


In merito alla data di disdetta del contratto, Profumo ha affermato: “Vedremo, ci sono anche passaggi importanti, tipo il comitato esecutivo di domani, poi comunque eventualmente il Casl ha le deleghe per prendere delle decisioni“.
Pronta risposta del mondo sindacale: “Il presidente Alessandro Profumo può stare tranquillo: anche noi siamo convinti che il contratto non debba essere concluso “a qualsiasi prezzo e a qualsiasi costo”. Aggiungo che “mentre le banche, per usare le parole del Presidente del Casl di Abi, hanno “l’occhio” alla stabilità del settore bancario, noi abbiamo l’occhio alla stabilità dei posti di lavoro”. Lo dichiara Lando Maria Sileoni, Segretario generale della FABI, sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari, in risposta a quanto detto oggi dal Presidente del Casl Abi, Alessandro Profumo, a proposito della vertenza di rinnovo del contratto nazionale degli oltre 309mila lavoratori bancari.
Attendiamo comunque di sapere se il Comitato esecutivo dell’Abi, la cui riunione è prevista domani, avrà occhio e lungimiranza per evitare guerre sante, come l’immediata disapplicazione del contratto nazionale”. Domani dopo la riunione dell’ABI avremo ulteriori notizie. L’unica cosa certa al momento è la mobilitazione dei bancari che nei prossimi giorni s’incontreranno nelle assemblee che saranno indette dai sindacati, unitariamente, in tutte le realtà d’Italia. E se non ci saranno fatti nuovi da parte dei banchieri i lavoratori faranno un primo sciopero il 30 gennaio per inasprire la lotta nei giorni successivi.

Di Carmelo Raffa

Nato a Tortorici (ME) il 18 gennaio 1952 si è occupato fin da ragazzo di sindacato, attività sociale e politica. All’età di 15 anni collaborava, infatti, con suo zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipava alle proteste dei contadini col microfono in mano per infastidire i proprietari terrieri. All’epoca i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne.All’età di 20 anni, nel luglio 1972, veniva assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e si iscriveva alla FABI dove all'inizio del 1973 veniva eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo e nel 1978 ne diventava il Segretario Amministrativo.Negli anni ’80 è stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e nel 1997 è stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari.Nel 1991 è stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, è stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, Raffa è diventato il Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ha mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ricopre l'incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC.Dall'anno scorso Carmelo Raffa, ha collaborato assiduamente con la testata giornalistica on line LinkSicilia.it e ciò dopo aver fornito proprie note a: mov139.it - striscialaprotesta.it - lavocedinewyork.com

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
RSS
Follow by Email