Redazione Due, 19 marzo 2020.- “Viviamo un momento non semplice che coinvolge tutti contemporaneamente in una dimensione mai accaduta prima per l’umanità. È fisiologico e naturale avere preoccupazione, sconforto, momenti di angoscia. È tuttavia necessario contenere queste reazioni e metterci al riparo da conseguenze parallele sul piano psichico.

Alcuni fattori di rischio:

X)  Elevata esposizione a stimoli negativi. La paura e il dolore insieme al senso di impotenza traumatizzano la mente. Il rischio di sovraesposizione è un’intensificazione del trauma con effetti più elevati rispetto a quelli che già l’evento stesso può causare.

X)  Riduzione degli stimoli positivi. La nostra mente si nutre di stimoli sensoriali, di relazioni, contatti e ha bisogno di organizzare il tempo in modo vario e creativo. In questo momento, queste possibilità sono ridotte.

X)  Il divieto di uscire. Come le altre specie animali abbiamo bisogno di stare all’aria aperta, in questo momento questa possibilità è limitata.

X)  Convivenza forzata. Abbiamo bisogno di stare accanto alle persone che amiamo. In questo momento questa vicinanza però si è amplificata con effetti sugli equilibri relazionali (rapporti genitori figli, rapporti tra coniugi).

X)  Cambiamento repentino dello stile di vita, dall’iperattività, all’immobilismo.

X)  Angoscia da inattività. Per alcuni, essere iperattivi è come un meccanismo di difesa, serve a sfuggire ai propri pensieri. Trovarsi fermi dall’oggi al domani comporta il rischio di cedimenti psicologici vari.

X)  Effetti economici del cambiamento. I rischi da tenere sotto controllo in questo caso possono essere veramente seri.

Come specie siamo predisposti a fronteggiare il cambiamento, siamo cioè capaci di adattarci alle mutate condizioni, questa è quindi la meravigliosa risorsa su cui puntare. Cosa possiamo fare per rendere più tollerabile quanto sta accadendo:

X)  Asteniamoci dal vedere con troppa assiduità TG, programmi TV e articoli che parlano di questo argomento. Seguiamo le notizie con la frequenza di ogni 2/3 giorni (o ancora più dilatata, secondo preferenza).;

X)  Asteniamoci dal condividere sui social notizie che richiamano al tema;

X)  Condividiamo buone notizie su argomenti vari (invito rivolto anche ai Giornali);

X)  Includiamo nelle nostre giornate momenti in cui ascoltiamo musica; guardiamo film e  video divertente. Facciamo in modo di ridere tanto;

X)  Condividiamo lo sconforto, ma troviamo sempre un pensiero per sperare;

X)  Manteniamo i contatti in modo virtuali con le persone a cui vogliamo bene, le videochiamate in questi casi sono utili in modo speciale;

X)  Dedichiamoci alla lettura, questa è un’esperienza arricchente sempre, in ogni tempo;

X)  Deliziamo il nostro palato con le cose che ci piacciono, mantenendo le quantità a livelli buoni per il nostro peso e la nostra salute;

X)  Facciamo in modo di stare all’aria aperta, in modo assolutamente controllato, ogni giorno. Facciamo in modo che dentro casa entri quanta più luce possibile, aiuta a dare buonumore favorendo la sintesi di melatonina;

X)  Osserviamo con serenità e pazienza le regole di protezione nostra ed altrui.

Se tuttavia la situazione sul piano emotivo risulta difficile da gestire, può essere utile contattare i numerosissimi psicologi e psicoterapeuti on line ( via Skype) che danno disponibilità per colloqui gratuiti di supporto. L’Ordine Nazionale degli Psicologi proprio ieri ha inviato una comunicazione per chiedere chi di noi è disponibile in tal senso, io ho dato la mia.

Buona fortuna a noi.

Anche dopo la notte più lunga, alla fine arriva l’alba.

Sabrina D’Amanti

sabridama@tiscali.it

Di Sabrina D'Amanti

cell. 3934753696 --- mail: sabridama@tiscali.it --- Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa. /\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\ Psicologa e psicoterapeuta, è specializzata in Analisi Transazionale. Per anni ha lavorato nelle scuole come psicologa scolastica, dal 2005 svolge la libera professione come psicoterapeuta. Si occupa di psicoterapia individuale, di gruppo, di coppia, familiare e di consulenza alle famiglie sui disagi relativi ai bambini e agli adolescenti. È autrice di due articoli specialistici pubblicati su una rivista di Analisi Transazionale, nel 2011 ha pubblicato un libro sui giochi psicologici, edito da Xenia dal titolo «I giochi dell’Analisi Transazionale: come riconoscerli e liberarsene».

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