23 novembre 2020
Mentre in Sicilia si scatena l’inferno per le dichiarazioni di La Rocca sui posti letto in terapia intensiva, per questo motivo il Ministero della Sanità ha disposto una verifica doppia: Nas e ispettori ministeriali, nel frattempo. all’Ars ci si scontra: PD, Cento Passi e Cinque Stelle chiedono le dimissioni dell’assessore Razza e Musumeci risponde: noi andiamo avanti come un treno. Mentre le dichiarazioni di Crisanti che dice no al vaccino senza adeguata sperimentazione e poi parla di speculazioni, creano dissidi, polemiche e contrasti, in un momento in cui la gente avrebbe bisogno di rassicurazioni e buonsenso, si innesca pure la polemica Cina che sostiene che il Coronavirus sia in Italia e non a Wuhan.
La notizia è stata rilanciata dal New York Post, scatenando polemiche internazionali. Si tratterebbe di una ipotesi che come avrebbe dichiarato lo stesso portavoce del Ministro degli Esteri Cinese, potrebbe dimostrate ancora una volta che definire l’origine di un virus non sia una questione semplice e che il processo di diffusione potrebbe riguardare molti Paesi.
Non è la prima volta che la Cina cerca di distogliere l’attenzione sul Paese, circa eventuali responsabilità sullo sviluppo della Pandemia. In passato infatti, la Cina, avrebbe addossato responsabilità alla Spagna e agli Stati Uniti, indicati quali responsabili di aver portato il virus a Wuhan, seppure inconsapevolmente, nell’ottobre del 2019 in occasione dei Giochi mondiali militari.
Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non avrebbe escluso in passato, che il virus potrebbe non essere nato in Cina, ma avrebbe potuto circolare già in altri Paesi seppur in modo asintomatico.
Una ridda di botta e risposta dunque, che in questo momento creano ulteriore tensione tra la gente, tensione che già sta creando seri problemi di salute tra i soggetti più fragili.
Serve calma e moderazione, si proceda con i vaccini e si metta in sicurezza la popolazione mondiale, le polemiche rinviamole a dopo.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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