Il 12 ottobre l’Inps ha rilasciato l’attesa circolare n.140/2017, che fornisce i criteri interpretativi e operativi di una norma che ha atteso quasi dieci mesi prima di essere pienamente operativa: il cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti in presenza di periodi di contribuzione anche presso Enti di previdenza privati.
Il metodo di accesso al pensionamento con il ‘cumulo’ era stato originariamente introdotto dal governo Monti nel 2012, ma la Finanziaria 2017 ha profondamente rivoluzionato la precedente norma in tre diverse direzioni: da un lato consentendo l’utilizzo del cumulo contributivo anche per la pensione anticipata, dall’altro sopprimendo il requisito restrittivo della mancanza di maturazione del requisito in una delle forme ‘cumulate’ e, infine, con l’inclusione nell’ambito di operatività del cumulo gratuito anche della contribuzione accantonata presso gli Enti di previdenza obbligatoria privati, vale a dire le Casse previdenziali per liberi professionisti iscritti ad albo. Questa, certamente, la novità più incisiva che ha costretto l’Istituto a formulare una riserva nell’applicabilità concreta del cumulo nei confronti delle Casse libero-professionali.
Con circolare n.9/2017 la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza le indicazioni della circolare n.140 in riferimento ai quattro trattamenti pensionistici che possono essere ottenuti in regime di cumulo ex L. 228/2012, fornendo numerosi esempi relativamente al metodo di calcolo della pensione.