PALERMO – “L’amico del giaguaro ha colpito ancora!” così Vincenzo Vinciullo stigmatizza l’operato del presidente Crocetta il quale aveva già sottoscritto da tempo, col governo nazionale, la rinuncia e il ritiro da tutti i contenziosi con lo Stato, dopo aver appreso del riconoscimento espresso dalla Consulta del diritto della Sicilia a riscuotere le accise su energia e carburanti.
Il vicepresidente vicario della commissione Bilancio, ha espresso “la rabbia legittima dei siciliani” dichiarazione cui si uniscono capogruppo, Nino D’Asero, e deputati Ncd in Ars “per l’ennesimo scippo ai danni dell’Isola: stavolta, si tratta di quasi mezzo miliardo di euro ma la base dell’indignazione – conclude la voce del Ncd all’Ars – sta nel fatto che Crocetta ha fatto più che il palo durante questa rapina; ed è anche stato celere come non mai nel correre a Roma a firmare un patto scellerato, ben sapendo che la Corte costituzionale si sarebbe prima o poi espressa in modo positivo per l’Isola. Le conseguenze, le tirino i cittadini!”.
