Roma, 20 novembre 2014 – Con la replica finale del Segretario a Generale della Fabi, Lando Maria Sileoni si sono conclusi a Roma i lavori del 120′ Consiglio Nazionale della maggiore organizzazione sindacale del settore credito.
SILEONI non ha rivolto l’appello solo agli iscritti Fabi ma a tutti i 309.000 bancari ed ha affermato chiaramente che: “LA CATEGORIA È SOTTO ATTACCO. NON DOBBIAMO ARRENDERCI”

Ecco la sintesi dell’intervento di Sileoni:
Situazione politica e sociale del Paese, sempre più incandescente, Jobs Act, impatti delle nuove regole europee sulle banche italiane, con all’orizzonte possibili nuove aggregazioni, e soprattutto il rinnovo del Contratto Nazionale. Di questo Contratto Nazionale “che per noi rappresenta un evento storico imprevedibile”.

Infine, una dichiarazione di lotta: “Ci attrezzeremo per evitare la scomparsa della categoria e di tutti quei diritti conquistati in decenni di lotta sindacale”.

Questo il cuore della replica del Segretario Generale, Lando Maria Sileoni, pronunciata oggi a Roma, davanti a una platea di circa 1700 delegati sindacali, e che ha chiuso i lavori del 120° Consiglio Nazionale della FABI.

A segnare l’inizio della giornata l’intervento dell’avvocato e docente universitario Stefano Giubboni, al quale è toccato il compito di illustrare i contenuti del Jobs Act, che avrà impatti soprattutto sui neo-assunti, per quanto riguarda le modifiche all’articolo 18.

Poi è salito sul palco Sileoni, accolto da fragorosi applausi. Il leader della FABI ha risposto punto per punto a tutte le considerazioni formulate dai dirigenti dell’organizzazione e ha illustrato i nodi politici della trattativa sul rinnovo contrattuale.

L’obiettivo dell’ABI è quello di “smantellare il Contratto Nazionale, togliere di mezzo il sindacato e, conseguentemente, ridurre al minimo i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, ha sintetizzato Sileoni.

A destare allarme, in particolare, il tentativo di ABI di spostare “sulla contrattazione aziendale le dinamiche retributive per innescare una competizione fra le aziende che genererà, in automatico, una pesante riduzione del costo del lavoro”. Non meno preoccupante il disegno, portato avanti dalle banche, di indebolire l’area contrattuale per agevolare le esternalizzazioni e tagliare migliaia di posti di lavoro.

Infine, quanto al blocco di scatti, di automatismi e all’intervento sul TFR, ossia la pregiudiziale posta da Profumo per il rinnovo del Contratto, Sileoni ha ribadito che “si tratta di interventi strutturali e definitivi che avrebbero un pesante impatto sul salario, e non limitati ad un periodo di tempo congiunturale come è stato negoziato nel Contratto Nazionale del 2012”.

Piani, dunque, inaccettabili, che il sindacato non è disposto ad avallare, pena la cancellazione della categoria.

Di qui, la “chiamata alle armi” dei lavoratori, ormai inevitabile, per cercare di fermare l’offensiva dell’ABI.

“La categoria è sotto attacco e, se ci arrendiamo questa volta, ci arrenderemo per tutta la vita”.

“È indispensabile, assolutamente indispensabile, saper comunicare bene ai lavoratori la drammaticità del momento”, ha sottolineato il leader della FABI.

Una linea condivisa anche dall’organizzazione che, al termine dei lavori, ha approvato la mozione finale, nella quale viene confermata la piena fiducia al lavoro svolto dalla Segreteria Nazionale e dal Comitato Direttivo Centrale.

I delegati sindacali hanno poi dato mandato ai vertici di “mettere in atto tutte le iniziative utili al conseguimento del rinnovo, in tempi certi, dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro ABI e Federcasse, a partire dal coinvolgimento dei quadri sindacali e dall’indizione delle assemblee nei luoghi di lavoro, affinché tutte le lavoratrici e i lavoratori bancari abbiano l’esatta percezione della gravità del momento e vengano messi a conoscenza dei rischi a cui l’intera categoria sarebbe esposta qualora la manovra dell’ABI e di Federcasse non trovasse la necessaria, ferma ed intransigente opposizione”.

Roma 20/11/2014

Di Carmelo Raffa

Nato a Tortorici (ME) il 18 gennaio 1952 si è occupato fin da ragazzo di sindacato, attività sociale e politica. All’età di 15 anni collaborava, infatti, con suo zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipava alle proteste dei contadini col microfono in mano per infastidire i proprietari terrieri. All’epoca i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne.All’età di 20 anni, nel luglio 1972, veniva assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e si iscriveva alla FABI dove all'inizio del 1973 veniva eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo e nel 1978 ne diventava il Segretario Amministrativo.Negli anni ’80 è stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e nel 1997 è stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari.Nel 1991 è stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, è stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, Raffa è diventato il Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ha mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ricopre l'incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC.Dall'anno scorso Carmelo Raffa, ha collaborato assiduamente con la testata giornalistica on line LinkSicilia.it e ciò dopo aver fornito proprie note a: mov139.it - striscialaprotesta.it - lavocedinewyork.com

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