Treni che si fermano per ore, gallerie delle strade ed autostrade non illuminate e tanti altri mali prodotti da criminali senza scrupoli che si dilettano nel furto del rame.

In questo momento la legge prevede piccole pene che sono inferiori a quelle praticate ai ladri di polli.

Occorre al più presto legiferare o addirittura sensibilizzare il Governo Renzi ad emettere urgentemente un decreto legge per scoraggiare questi episodi.

Secondo noi occorrerebbe addirittura equipararli ai terroristi in considerazione del fatto che il furto di rame potrebbe causare disastri pubblici.

Sull’argomento abbiamo raccolto una proposta lanciata dal saggio Onorevole Alessandro Pagano, parlamentare del Nuovo Centro Destra.

 

“La Camera calendarizzi al più presto la proposta di legge che introduce il reato di furto di rame e con il quale si vuole colpire questo indegno business che vede alle spalle delle vere organizzazioni criminali. Si tratta di una pdl presentata mesi fa insieme al collega del Pd Giuseppe Lauricella e ad altri parlamentari di vari schieramenti politici”. E’ quanto dichiara il deputato di Area Popolare (Ncd-Udc) Alessandro Pagano.
“Ogni giorno ormai – prosegue Pagano – leggiamo notizie che confermano questa emergenza che provoca continui disagi in tutta Italia, danni economici, anche sul piano sociale. Ad essere coinvolti sono i pendolari, la stessa Trenitalia, aziende e il tessuto produttivo dei nostri territori. Ma capita anche di trovarci con intere zone urbane rimaste prive di energia elettrica a causa del furto di rame che ha riguardato anche l’Enel. Bisogna quindi dare presto una risposta forte – aggiunge il parlamentare di Ap – e in tal senso va raccolto il grido di allarme del governatore del Lazio Zingaretti. In merito la nostra proposta di legge vuole introdurre il reato di furto di rame a danno di infrastrutture energetiche e di comunicazione. Una fattispecie che è necessario integrare con la figura dell’associazione a delinquere in base all’art. 416 del codice penale. Questo business infatti – conclude Pagano – si realizza attraverso una lunga ‘filiera’ criminale, che va dal furto del rame in senso stretto fino alle attivita’ illegali di riciclaggio”.

Di Carmelo Raffa

Nato a Tortorici (ME) il 18 gennaio 1952 si è occupato fin da ragazzo di sindacato, attività sociale e politica. All’età di 15 anni collaborava, infatti, con suo zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipava alle proteste dei contadini col microfono in mano per infastidire i proprietari terrieri. All’epoca i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne.All’età di 20 anni, nel luglio 1972, veniva assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e si iscriveva alla FABI dove all'inizio del 1973 veniva eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo e nel 1978 ne diventava il Segretario Amministrativo.Negli anni ’80 è stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e nel 1997 è stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari.Nel 1991 è stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, è stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, Raffa è diventato il Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ha mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ricopre l'incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC.Dall'anno scorso Carmelo Raffa, ha collaborato assiduamente con la testata giornalistica on line LinkSicilia.it e ciò dopo aver fornito proprie note a: mov139.it - striscialaprotesta.it - lavocedinewyork.com

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