Vittoria, 17 settembre 2014 – <Oggi è una grande giornata per noi del No-Muos, il professore D’Amore, dell’Università La Sapienza di Roma, incaricato di verificare i danni prodotti dalle onde emanate dal potente radar, dopo la sua attivazione,ha accertato che le stesse sono nocive per la salute pubblica>. Così esordisce il dottore Cirino Strano, referente regionale del WWF Sicilia e consulente scientifico dell’Associazione-Movimento No Muos.

<Sono personalmente soddisfatto> continua Strano < per molti motivi, primo tra tutti, quello che, sulla base di questo rapporto, il Tar si dovrà pronunciare, per la seconda volta, contro l’installazione e l’attivazione del Muos nella città di Niscemi, e quindi, contro il sistema NRTF n. 8. Se così non dovesse essere, a causa delle prevedibili pressioni politiche, al popolo siciliano non resterebbero alternative diverse all’emigrazione, così come da anni sta accadendo alle popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo, che sono costrette a fuggire dalla guerra e dalla morte>.

Il ricorso al Tar, inoltrato dall’Associazione No Muos, è stato quindi, oggetto di attenta verifica da parte del professore D’Amore e dalla sua equipe composta da esperti e studiosi, quali: Coraddu, Cottone, Marinelli, Gennaro, Levis, Lombardo, Miceli, Pace e lo stesso Strano, che sull’argomento, ha redatto una dettagliata relazione dal titolo: i rischi per la salute correlati all’inquinamento elettromagnetico.

Il professore Massimo Zucchetti, coordinatore responsabile dei consulenti tecnici per la valutazione del rischio prodotto dalla installazione di antenne NRTF n. 8, a conclusione della verifica, scrive: < Si può quindi concludere che la realizzazione dell’impianto Muos presso la base NRTF di Niscemi, sia quanto mai inopportuna, così come le concessioni per la sua realizzazione, che violano formalmente e sostanzialmente, la normativa vigente per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti; inoltre le intense emissioni  generate già dalla base di Niscemi, comportano rischi per la salute delle persone e dell’ambiente, rischi tali, da dovere essere ridotti a conformità al più presto.

Noi riteniamo che, una relazione di questo tipo, per cui tutta l’Isola deve esprimere la propria preoccupazione, dovrà necessariamente essere oggetto di riflessione da parte del Governatore Crocetta e di tutta la classe politica, che mai ha tenuto conto della circostanza, che tali impianti, in altre parti del mondo, sono installati in zone deserte.

Infine vogliamo esprimere un grazie, a nome della Sicilia tutta, nei confronti del dottore Strano e di tutto il Movimento, nonchè della commissione verifica, che ha relazionato senza tenere conto degli “interessi” che gravitano intorno all’operazione, ma valutando solo ed esclusivamente i rischi per la salute di centinaia di migliaia di siciliani e forse, anche di parte di calabresi.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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