gianni di gennaro

Sicilia – 03/12/2014 – Da tempo in quest’Isola che soffre di un male terribile: -l’ignoranza – si arriva, si sosta, si villeggia, si mangia, si ammira, ci si trova bene, ma alla fine di tutto, si “denigra”.
L’ignoranza dunque, non è una malattia di cui soffrono gli isolani, bensì, una malattia, purtroppo non rara, di importazione. L’ultimo episodio riscontrato in provincia di Ragusa, è quello di una giornalista che, trattando uno dei casi di cronaca nera più complessi e intrigati degli ultimi 30 anni, (ultimo in ordine di tempo quello del 4 marzo 1986) ha contribuito a gettare fango su una cittadina onesta, laboriosa, sana e operativa, adoperando un linguaggio che probabilmente pensava fosse incomprensibile per gli abitanti, non solo di quella cittadina, ma di tutta la Sicilia, e manifestando una grave e incurabile forma di quell’ignoranza che avrebbe voluto “riversare” su altri, ma di cui lei è la peggiore contaminata.
Nella mia lunga storia di cronista, (settembre 1978) mi ricordo di un altro episodio simile, ancor più grave perchè posto in essere da una persona originaria del luogo. Era il 1999, e il 2 gennaio furono giustiziati a colpi di pistola, all’interno di un bar dell’estrema periferia di Vittoria, 5 giovani, di cui 2 incolpevoli, ma colpevoli soltanto di essersi trovati lì, a quell’ora. Ebbene, in quell’occasione, la macchina del fango e il virus dell’ignoranza, si misero in moto, allorquando un tizio, pur di fare apparire questa terra più retrograda di una foresta sperduta ai confini del mondo, “pagò” una somma di denaro ad alcune donne, che pur di “racimolare” una manciata di banconote da mille lire, non hanno esitato ad indossare mantelle e fazzoletti neri e a farsi riprendere dalle telecamere di tutta Europa, pur di far apparire una Sicilia retrograda, gretta, meschina e ignorante.
Anche in quel caso dunque, la malattia dell’ignoranza, si presentò con tutta la sua virulenza, e anche in quell’occasione, non riguardava certamente chi si vendeva per soldi, ma chi poneva in essere una operazione inqualificabile.
Peccato che qualcuno, tra quanti, e sono tantissimi, hanno sempre amato e amano questa bella Sicilia, smascherò il meschino e lo sputtanò ai 4 venti.
Adesso è tornato il virus dell’ignoranza e ancora una volta, ha tentato di mietere vittime. Ma stavolta gli antibiotici che servono a combatterlo, si sono ribellati ed hanno reagito, con tutti gli anticorpi a disposizione.
Bene dunque ha fatto la collega Bocchieri a stigmatizzare azioni, comportamenti, descrizioni e falsità, e altrettanto bene, ha fatto la gente di Santa Croce Camerina, a reagire nel modo in cui ha legittimamente reagito.
Bene farebbe, il Direttore del Giornale che ha ospitato un articolo tanto indecoroso e denigratorio, a indignarsi e assumere le opportune iniziative, privilegiando in questo modo, la lotta alla terribile malattia dell’ignoranza.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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