Palermo, 27 maggio 2015 – “Trasportare le merci per il nostro Paese è un’impresa sempre più ardua, per infrastrutture stradali e ferroviarie spesso inadeguate e per i lunghi tempi di trasferimento, dovuti soprattutto ad una burocrazia imperante, che rendono il sistema logistico ben poco competitivo, affossando in tal modo il mercato”, lo dichiara il senatore Vincenzo Gibiino, capogruppo di Forza Italia in commissione Trasporti, a margine del convegno ‘Italia disconnessa’, organizzato a Roma da Conftrasporto e Confcommercio. “Dogana, controlli e documentazioni varie fermano mediamente le merci in Italia per circa 13 giorni, contro i 5 della Germania – prosegue l’esponente forzista -, non si può che prendere atto di come lo Stato, lento e incapace, danneggi la nostra impresa, la nostra economia, precluda ogni possibilità di crescita. Senza considerare la drastica riduzione degli investimenti pubblici nei trasporti negli ultimi dodici anni,  passati da 20 a 10 miliardi di euro. Poco o nulla si è fatto per ridurre la presenza delle merci sulle strade, spostando i traffici su ferrovie e autostrade del mare. Si pensi che nel nostro Paese il traffico dei container su ferrovia è il 13% del totale (19 miliardi di tonnellate-chilometro), contro il 23,5 della Germania (112 miliardi di tonnellate chilometro). A rendere complesso l’utilizzo della strada ferrata è anche l’inadeguatezza dell’infrastruttura, spesso dotata di gallerie troppo strette per il passaggio delle merci, o la mancanza di collegamenti ferroviari con i porti. Una situazione disarmante, nei confronti della quale gli ultimi tre governi non hanno mosso un dito. Cantieri fermi, salvo rare eccezioni, disoccupazione raddoppiata, pressione fiscale aumentata, questo il risultato di una mancata programmazione. E l’Italia va sempre più piano”.

Di Carmelo Raffa

Nato a Tortorici (ME) il 18 gennaio 1952 si è occupato fin da ragazzo di sindacato, attività sociale e politica. All’età di 15 anni collaborava, infatti, con suo zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipava alle proteste dei contadini col microfono in mano per infastidire i proprietari terrieri. All’epoca i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne.All’età di 20 anni, nel luglio 1972, veniva assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e si iscriveva alla FABI dove all'inizio del 1973 veniva eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo e nel 1978 ne diventava il Segretario Amministrativo.Negli anni ’80 è stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e nel 1997 è stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari.Nel 1991 è stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, è stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, Raffa è diventato il Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ha mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ricopre l'incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC.Dall'anno scorso Carmelo Raffa, ha collaborato assiduamente con la testata giornalistica on line LinkSicilia.it e ciò dopo aver fornito proprie note a: mov139.it - striscialaprotesta.it - lavocedinewyork.com

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