gianni di gennaro

Sicilia 08/12/2014 – Tra depistaggi e informazioni “scadute”, tra indiscrezioni e rivelazioni più o meno inedite lanciate tramite i Social-Network, tra i si dice ma non si può dire, e tra le mille incongruenze e contraddizioni che si accavallano ora dopo ora, minuto dopo minuto, l’unica certezza è che: l’ora X è arrivata, e le manette ai polsi di chi ha ucciso il piccolo, inconsapevole e incolpevole Andrea Loris Stival, stanno per scattare.
La sensazione di questa mattinata appena trascorsa, dei colleghi che stazionano da giorni davanti alla casa del bambino ucciso, è stata quella di dovere assistere, da un momento all’altro, all’arresto di qualcuno tra le persone sospettate, ma poi, intorno alle 12,30, questa ipotesi è sfumata e rimandata a domani. Ma che il cerchio si sia chiuso e il puzzle è completo, lo dimastrano mille circostanze, tra cui, alcune “difese” non richieste, di persone che potrebbero essere coinvolte, anche indirettamente, nel drammatico e inqualificabile delitto; come dire: – escusatio non petita, accusatio manifesta.-
Questo breve aggiornamento, lo considero quasi un dovere nei confronti, non solo dei nostri lettori, sempre più numerosi, ma anche e soprattutto, nei confronti di una infaticabile collega: Francesca Bocchieri, che sta seguendo la vicenda, con la passione di chi si è imposto di “comunicare” la vera verità, subito, ad una città e a dei cittadini, che di questa amara vicenda, stanno pagando le conseguenze. E’ ovvio che il nostro pensiero è rivolto soprattutto al piccolo Loris, alle violenze subite e alla fine tragica che ha fatto, ma è altrettanto ovvio che non possiamo omettere di considerare il dramma di chi vive in una realtà non abituata a questo scempio, e saltata agli onori della cronaca per altri motivi, vedi il commissario Montalbano, e che adesso vive il dramma della perdita di un minore, il danno dell’immagine e la beffa di chi, con spavalda indifferenza, ha voluto tacciare con l’appellativo di omertosi e trogloditi, cittadini onesti e laboriosi, coinvolti loro malgrado in questa situazione.
Il rispetto delle regole, il richiamo del Procuratore Petralia, la deontologia, sono gli elementi che ci inducono a non avanzare ipotesi che molto probabilmente diventeranno verità, quanto prima, ma la professionalità ci impone, di riferire che, grazie al lavoro estenuante, alla caparbietà e all’impegno di chi si occupa del caso, anche noi avremmo potuto fare gratuita speculazione su un caso umano di portata nazionale.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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