Redazione Due, Mirandola (Mo), 10 novembre 2017.- Il gruppo di dialogo in difesa della struttura ospedaliera di  Mirandola, costituitosi in un Comitato spontaneo formato da medici di base, ospedalieri e privati cittadini, con lo scopo di preservare e valorizzare l’ospedale ha lanciato un accorato appello affinchè vi sia una massiccia partecipazione cittadina ai lavori del prossimo consiglio comunale convocato per le ore 17,30 di lunedì 13 novembre ed avente come punto all’ordine del giorno: “Ospedale Santa Maria Bianca. elaborazione delle strategie per garantire la piena operatività dell’ospedale di Mirandola nel rispetto dell’art. 32 della costituzione -Conferma posizioni assunte dal consiglio comunale delibera 155 cc del 26/10/2015”. “Aiutateci a riempire la sala consiliare- si legge nel documento a firma del Comitato- Nel 2011 declassando il nostro ospedale si è declassata anche la nostra città. Se si potesse parlare, durante i lavori del massimo consesso civico, quante domande potremmo fare: perché 130 posti-letto quando il P.A.L. ne prevede 198? Perché l’ASPO (terapia semintensiva) non viene mantenuta attiva? Perché secondo la firma del CTSS del 7 giugno 2017 da parte del nostro Sindaco dovremo andare a Carpi anche per la banale rottura di una gamba? Perché la Lorenzin dice 3,7 posti-letto per mille abitanti e noi siamo relegati a 1,5xmille? Quante persone sono state dimesse in anticipo causa mancanza posti-letto? Quante persone non sono state ricoverate causa mancanza posti-letto? Quanti interventi rimandati causa mancanza posti letto? Perché l’AUSL a giugno 2015 tagliava il personale del punto nascita dicendo che lo potenziava? Perché gli abitanti di Mirandola e dell’UCMAN devono curarsi a casa loro e “non rivolgersi all’ospedale perché lì è facile ammalarsi?” Perché qui si sono chiusi gli ospedali e si sono concentrati tutti tra Sassuolo, Baggiovara e Policlinico? Perché non chiudete Sassuolo e invitate i privati UNIPOL, COOPESTENSE e BPER a reinvestire a Mirandola e Pavullo? Perché i Sindaci UCMAN e quelli del FRIGNANO non si alleano per cercare di ridistribuire in modo equo i servizi sanitari della Provincia? Perché l’Hospice previsto dal PAL 2011 non è ancora stato realizzato? Perché una nuova clinica materno-infantile di 5 piani al Policlinico che costringerà a chiudere i punti-nascita periferici? Perché lo studio di fattibilità dell’ospedale unico baricentrico UCMAN – Terre d’Argine non viene attuato? Perché qui nella Bassa, Sanità non fa rima con viabilità? Perché nonostante la migrazione passiva da 5 ml di euro di tutta l’AREA NORD, la dirigenza AUSL continua a pagarsi i fondi incentivanti plurimilionari?” Tutte domande alle quali il Comitato per la salvaguardia dell’ospedale di Mirandola spera di ricevere concrete risposte.

 

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

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