Io non ci sto è un’affermazione che fa parte della storia perché pronunciata da una Grande Persona che all’epoca ricopriva la più alta carica dello Stato. Il riferimento è ovviamente a Oscar Luigi Scalfaro che la utilizzò in primo luogo per difendere la sua Persona da calunnie ed infamie ma principalmente per fare scudo ad un disegno eversivo e di destabilizzazione della Nazione Italia.
Oggi ogni italiano dovrebbe pronunciare la stessa frase “io non ci sto” per tante giuste ragioni ed io oggi mi permetto di farlo per dire basta a qualcuno che è perennemente in campagna elettorale e pur dichiarandosi un vero cristiano fa soffrire e forse morire tanti esseri umani.
Centocinquanta essere umani sono sotto sequestro in una nave italiana a Catania e vengono lasciati in balia del forte caldo e dell’invivibilitá.

Senza dubbio l’Europa ha le sue colpe, le sue forti responsabilità sulla questione “immigrati” ma ciò non giustifica la reazione estrema del Governo sull’argomento.

E nessuno si permetta di apostrofare “buonisti” coloro che pronunziano la frase “A questo comportamento del Governo italiano io non ci sto”.

Quanti sono gli italiani e i cittadini europei che si dichiarano cristiani? Sono cristiani per convenienza o per credo?
Se sono cristiani per vero credo debbono agire col massimo senso umanitario ed alleviare le sofferenze di coloro che soffrono.
Purtroppo ciò che sta succedendo denota un forte egoismo ed avventurieri della politica che anziché pensare all’Altare di Cristo pensano a catturare consensi elettorali e ciò sulla pelle di bambini, donne e uomini che già nella propria terra hanno patito le pene dell’inferno.
Ed allora gridiamo tutti: “Io non ci sto e svegliati Umanità”

Di Carmelo Raffa

Nato a Tortorici (ME) il 18 gennaio 1952 si è occupato fin da ragazzo di sindacato, attività sociale e politica. All’età di 15 anni collaborava, infatti, con suo zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipava alle proteste dei contadini col microfono in mano per infastidire i proprietari terrieri. All’epoca i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne.All’età di 20 anni, nel luglio 1972, veniva assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e si iscriveva alla FABI dove all'inizio del 1973 veniva eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo e nel 1978 ne diventava il Segretario Amministrativo.Negli anni ’80 è stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e nel 1997 è stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari.Nel 1991 è stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, è stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, Raffa è diventato il Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ha mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ricopre l'incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC.Dall'anno scorso Carmelo Raffa, ha collaborato assiduamente con la testata giornalistica on line LinkSicilia.it e ciò dopo aver fornito proprie note a: mov139.it - striscialaprotesta.it - lavocedinewyork.com

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