Calogero Pumilia, già parlamentare con diversi incarichi istituzionali fino agli anni ’90, aveva definito “Una canagliata messa in atto da un gruppo di incapaci senza storia” l’esclusione dalla lista del PD per il rinnovo dell’ARS.
I fatti ora parlano chiaramente con la sentenza emessa dal Tribunale di Palermo il 6 marzo u.s.: “Giuseppe Lupo assolto perché il fatto non sussiste”.
All’epoca i vertici del PD con in testa l’ex segretario Enrico Letta, su pressioni anche di Persone che nulla avevano a che fare col suo partito accolse la rinuncia forzata di Giuseppe Lupo con profondo piacere, anche se altre Persone non candidabili, contemporaneamente trovavano spazio in candidature al parlamento nazionale.
Lupo in quell’occasione anche se in profonda sofferenza non ha accolto le sirene di altre formazioni politiche e con la coerenza che lo distingue continuò a sostenere il proprio partito.
A questo punto gli è stata richiesta da parte della maggioranza dei parlamentari e dei militanti del PD la candidatura per le elezioni europee che Giuseppe Lupo ha accolto con spirito di servizio.
Negli incontri già effettuati in alcune assemblee tenutesi nell’isola c’è stato entusiasmo da parte dei partecipanti alla sua candidatura e quindi si ha la convinzione che per Peppino il riscatto sia molto vicino e che porterà in Europa le istanze utili per la Sicilia e per la Sardegna.
nella foto: Giuseppe Lupo, Pierluigi Castagnetti, Rino La Placa e Teresa Piccione