rino durante

Un altro paladino dell’Antimafia è sotto inchiesta per mafia. Si tratta, come scrive Repubblica, di Antonello Montante, presidente degli industriali siciliani e delegato per la “legalità” di Confindustria. Alcuni pentiti ne parlano e dicono delle sue “pericolose frequentazioni”. Difficile dire, al momento, se si tratta solo di ”sparate” di sedicenti pentiti. L’unico dato certo è che Antonello Montante, 52 anni originario di Serradifalco, è al momento indagato per reati di mafia alla Procura della Repubblica di Caltanissetta. All’anagrafe è registrato come Antonio Calogero Montante, ha 52 anni, è un siciliano di Serradifalco ed è anche presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta. Questa la notizia. Sarà la magistratura nissena a fare piena luce sulla vicenda. Non possiamo però fare a meno di riflettere sulla spinosa questione. Non è la prima volta che un cosiddetto paladino della legalità, che sbandiera ai quattro venti la propria lotta alla mafia,  risulti poi un colluso con Cosa nostra. L’elenco è fin troppo lungo. Molti di questi personaggi sono stati smascherati, ma altri continuano ad apparire ”professionisti” dell’Antimafia, ma in realtà non lo sono davvero. E’ su questi personaggi, che poi tanto difficili da individuare non sono, che gli inquirenti devono indagare a fondo. Sono certamente i più pericolosi in quanto, spesso, occupano posti di potere che agevolano loro stessi e soprattutto i loro ‘amici’ mafiosi. Questi personaggi – tra essi anche politici – non mancano occasione per ricordare il loro impegno nella lotta alla mafia e, per avvalorare quanto affermano, denunciano anche minacce alla propria incolumità fisica. La lotta alla mafia la si fa, non si pubblicizza. L’esempio arriva da molti servitori dello Stato (magistrati e rappresentanti delle Forze dell’ordine) che hanno pagato con la vita il proprio ”silenzioso” ma concreto impegno per assicurare alla giustizia boss e malavitosi in genere. I professionisti dell’Antimafia vanno individuati e rinchiusi in galera.

Di Rino Durante

Rino Durante, giornalista professionista. Inizia la carriera giornalistica nel 1977 come collaboratore sportivo della redazione siracusana de "La Sicilia" diretta dall'allora caposervizio Pino Filippelli. Nel 1980 iscrizione all'albo dei giornalisti nell'elenco dei pubblicisti. Nei prima anni dell'attività è stato corrispondente da Siracusa de "La Gazzetta dello Sport", nominato dall'allora direttore Candido Cannavò. Dai primi Anni Ottanta viene nominato da Domenico Tempio corrispondente da Siracusa di Antenna Sicilia. Come cronista televisivo si occupa anche di cronaca nera, giudiziaria e politica. Settori di cui si occuperà in seguito anche come giornalista della carta stampata. Nel 1992 sostiene a Roma, con esito positivo, gli esami per giornalista professionista. Una volta andato in pensione Pino Filippelli, per decisione del direttore Mario Ciancio e dell'allora redattore capo centrale Domenico Tempio, assume la direzione della redazione siracusana de "La Sicilia". Nel giugno del 1996 viene trasferito a Ragusa, dove fino al dicembre 2010 svolge la propria attività giornalistica come caposervizio e responsabile della redazione provinciale iblea de "La Sicilia".

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