Ragusa. 02.04.2025
L’Associazione Adessobasta raccoglie l’appello della mamma di Sara
“Aiutatemi a dare voce a Sara”
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ragusa, 2 aprile 2025 –
Un dolore che spezza il fiato. Un altro femminicidio. Un’altra giovane vita strappata via con ferocia. Sara aveva solo 22 anni, studiava, sognava, aveva davanti a sé il futuro. Ora non c’è più. I suoi sogni, le sue speranze, la sua voce sono stati spenti.
Cosa resta di te, Sara? Resta il grido disperato di tua madre, che tra le lacrime ripete che il sole non sorgerà più. Perché tu eri il sole. E ora il buio ha inghiottito tutto.
Noi di Adessobasta ci stringiamo a questa madre distrutta, alla sua famiglia, in un abbraccio che non potrà mai lenire davvero il dolore, ma che vuole essere un segno di vicinanza e di lotta. Perché non possiamo più restare in silenzio. Perché non vogliamo solo piangere l’ennesima vittima.
Non basta più parlare di sicurezza dopo l’ennesimo femminicidio. Lo dimostrano i fatti: le donne continuano a morire. È troppo tardi quando intervengono le misure di protezione. Bisogna agire prima. Bisogna cambiare la mentalità, la cultura, la società.
Servono leggi che proteggano le donne prima che sia troppo tardi. Serve un’educazione che parta dalla scuola, che insegni il rispetto, l’inclusione, la condivisione. Che insegni che una donna non è proprietà di nessuno. Che dire NO non deve mai significare morire.
Noi non ci fermeremo. Continueremo a lottare per cambiare questa società che sembra aver dimenticato il valore dell’amore e del rispetto. E continueremo a dare voce a Sara. Come abbiamo dato voce a Maria, Pamela, Alice. Come continueremo a darla a tutte le donne che non vogliamo più vedere cadere sotto la violenza.
Perché questo silenzio deve finire. Perché deve essere davvero “Adesso basta”.
G.M.

Di Redazione

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