PALERMO – I lavoratori del credito sull’altare della riorganizzazione delle Aziende e prima della crisi del sistema  avevano dovuto rinunciare negli ultimi anni a parti consistenti di salario ed all’ offensivo strumento della rottamazione.
A pagarne di più le spese erano stati i siciliani che nell’arco di poco tempo assistevano alla scomparsa delle Banche storiche Sicilcassa e Banco di Sicilia e di tante Aziende locali. Ciò provocava la fuoriuscita anticipata di migliaia di Persone che sono quantificabili ad una perdita occupazionale per l’isola di oltre 15.000 unità lavorative.
Nel frattempo le Banche conseguivano utili a dismisura che venivano utilizzati prevalentemente per fare affluire indennità milionarie al Management ed agli amministratori.
La crisi finanziaria partita negli Stati Uniti nel 2007 si estese successivamente  agli altri Stati, Europa compresa.
In Italia venivano alla luce tanti crediti non buoni accordati negli anni precedenti dalle Banche i cui effetti sono stati perdite su perdite per le relative Aziende eroganti.
Da un attento esame, però, si nota che la stragrande entità dei prestiti sono stati accordati direttamente dal Management e dagli Amministratori a “Grandi Imprese”. Nel frattempo Le Banche mettevano in esecuzione piani industriali che prevedevano sacrifici su sacrifici per i lavoratori. Di pari passo ciò non accadeva per i benefit per gli amministratori e tal proposito non possiamo dimenticare i 40 milioni di euro percepiti da Alessandro Profumo, attuale Responsabile dell’ABI per le relazioni sindacali,  per licenziarsi da Unicredit.
Ed ora? I banchieri vorrebbero cancellare il contratto nazionale di lavoro o trasformarlo in una semplice cornice? I Banchieri vorrebbero ulteriormente ridimensionare il numero degli addetti trasformando la categoria in “marginale”?
I bancari respingeranno con fermezza la linea arrogante di coloro che hanno dimostrato negli anni scorsi la capacità principale di produrre seri danni alle Aziende.
I bancari siciliani, in particolare, che hanno pagato un prezzo maggiore rispetto agli altri in termini occupazionali, faranno sentire le proprie grida da Palermo per rivendicare la ripresa di vere trattative che conducano alla firma di un nuovo contratto nazionale di lavoro improntato al rilancio ed all’ampliamento dei servizi alla clientela e conseguentemente aprire nuovi spazi occupazionali, tenendo in alta considerazione le aspettative dei disoccupati siciliani e del Sud.

Di Carmelo Raffa

Nato a Tortorici (ME) il 18 gennaio 1952 si è occupato fin da ragazzo di sindacato, attività sociale e politica. All’età di 15 anni collaborava, infatti, con suo zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipava alle proteste dei contadini col microfono in mano per infastidire i proprietari terrieri. All’epoca i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne.All’età di 20 anni, nel luglio 1972, veniva assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e si iscriveva alla FABI dove all'inizio del 1973 veniva eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo e nel 1978 ne diventava il Segretario Amministrativo.Negli anni ’80 è stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e nel 1997 è stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari.Nel 1991 è stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, è stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, Raffa è diventato il Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ha mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ricopre l'incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC.Dall'anno scorso Carmelo Raffa, ha collaborato assiduamente con la testata giornalistica on line LinkSicilia.it e ciò dopo aver fornito proprie note a: mov139.it - striscialaprotesta.it - lavocedinewyork.com

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