Salvatore Cultraro

Acate (Rg), 6 ottobre 2014 – La recente visita ad Acate, lo scorso 3-4 ottobre, del noto regista e documentarista Folco Quilici, ha scatenato un vero e proprio vespaio di polemiche. La troupe televisiva della Rai, presente in territorio acatese per effettuare delle riprese, corredate da interviste, finalizzate alla realizzazione di un documentario sulle efferate stragi del luglio 1943, perpetrate da militari statunitensi nei confronti di soldati italiani e tedeschi fatti prigionieri e di inermi coloni civili, sembra che si sia limitata ad intervistare solo uno degli autori delle numerose pubblicazioni edite negli ultimi anni su questi efferati crimini di guerra. Pertanto, il non essere stati ne consultati ne informati della visita del noto regista, ha fortemente amareggiato gli altri storici locali e non, autori di minuziose ricerche storiche e di pubblicazioni sull’argomento, i quali hanno contestato, a mezzo stampa, il primo cittadino di Acate, Francesco Raffo accusandolo di non averli invitati, “inabissando così la storia e i suoi protagonisti”. Ad onor di cronaca sembra che questa volta il sindaco di grosse responsabilità ne abbia avute ben poche in quanto probabilmente non messo al corrente dettagliatamente sulla scaletta dell’evento dagli organizzatori della visita di Folco Quilici. Una manchevolezza, quindi, forse solo dello staff locale che ha organizzato il tutto. Il sindaco Raffo, infatti, nel corso della sua intervista, rilasciata al noto regista, ha menzionato verbalmente anche gli altri autori dei recenti studi e delle recenti pubblicazioni. Ma per gli storici, oggetto delle rimostranze, l’acatese Stefano Pepi che da molti anni si occupa unitamente al collega Domenico Anfora, di Vizzini, di accurate, dettagliate e documentate ricerche storiche sui crimini perpetrati dai militari statunitensi nel territorio ibleo e nisseno nel corso della Seconda Guaerra Mondiale, la responsabilità del mancato invito sarebbe da addebitare solo ed esclusivamente al primo cittadino. Ed a supporto della loro tesi avanzano anche delle ipotesi, che di “storico” hanno ben poco, atte a motivare il loro presunto “depennamento dagli invitati al castello dei Principi di Biscari di Acate per incontrare Quilici”. Io – afferma, infatti, lo storico Stefano Pepi- in quanto personaggio scomodo perché fratello di un ex consigliere comunale della passata Amministrazione Comunale Caruso, Anfora perché forestiero, e quindi insignificante cittadino di Vizzini”. Polemiche che non sembrano destinate a sopirsi in quanto, con molta probabilità, “l’incidente” sarà, nei prossimi giorni, oggetto di altre pubbliche esternazioni. Intanto, come riferito dal sindaco, il regista Folco Quilici, avrebbe promesso di presentare, in anteprima assoluta, il suo documentario che sta realizzando per conto della Rai sulle stragi del 1943, presso il Castello di Acate.

Di Salvatore Cultraro

Nato ad Acate. Nel 1986, ha conseguito la specializzazione quale Educatore per disabili in età evolutiva. Dal 1988 dirige il Centro di differenziazione didattica per disabili di Acate. Giornalista pubblicista, dal 1984 al 1990 ha collaborato con il Giornale di Sicilia di Palermo, dal 1991 al 2003 con la Gazzetta del Sud di Messina e dal 2004 al 2008 con la Sicilia di Catania. Nel 2009 ha diretto la redazione giornalistica dell’emittente televisiva locale “Free TV” di Comiso. Inoltre ha diretto il periodico "I 4 Canti" e dal 2001 al 2009 ha tenuto Corsi di Giornalismo presso le scuole elementari e medie di Acate e Vittoria. Appassionato di storia locale, negli anni Ottanta ha pubblicato alcune sue ricerche sulla presenza nel territorio di Acate di alcuni importanti siti rurali risalenti al periodo geco-romano e medioevale. Nel dicembre del 2013 ha dato alle stampe, unitamente al prof. Antonio Cammarana di Acate, un volumetto sull’antico Lavatoio Pubblico di contrada “Canale”.

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