ROMA – 26/06/2015 – Sono arrivati in spiaggia dal mare, come i pirati, a bordo di un gommone. Uno dei due terroristi nascondeva un kalashnikov sotto un ombrellone che aveva in mano, prima ha aperto il fuoco lanciando alcune granate e poi ha sparato ai turisti presenti sulla spiaggia. Una strage in cui sono morte 37 persone, inglesi, tedeschi, belgi e irlandesi – e 36 sono rimaste ferite. Il tutto portato a termine da due terroristi in due alberghi a Susa, a poco più di 140 chilometri da Tunisi.
Le vittime sono state uccise dal commando sulle spiagge dei resort Imperial Marhaba Hotel e Soviva, vicini tra loro e situati nella zona di port El Kantaoui. Uno dei due terroristi è stato ucciso dalla polizia, l’altro, è stato fermato all’ingresso dell’autostrada di Susa.
L’uomo ucciso dalle forze di sicurezza è stato identificato per Seifeddine Rezguera, uno studente di 23 anni, proveniente della città tunisina di Kairouan. Il giovane, secondo fonti governative tunisine, era originario di Gâafour, si era diplomato nel 2011 e laureato nel 2014. Secondo quanto riferito da una emittente locale, pare che frequentasse corsi in una moschea che era fuori dal controllo dello Stato e che fosse in contatto con alcune persone di Kairouan.
Un altro attentato dunque per la Tunisia, a poco più di tre mesi dalla strage del Bardo a Tunisi, dove sono state uccise 23 persone.
< Si tratta di una vera catastrofe> ha detto il ministro tunisino del Turismo, Salma Elloumi, parlando da una radio locale.
Questo è il più sanguinoso attentato dell’ultimo decennio, infatti quello avvenuto a Susa nell’ottobre del 2013, a differenza di quello odierno, non fece vittime se non lo stesso attentatore.
L’attacco di oggi è iniziato intorno a mezzogiorno, poco prima dell’inizio della preghiera musulmana del venerdì, e giunge nel periodo di Ramadan, cominciato lo scorso 18 giugno. E nello stesso giorno, alla stessa ora, la Francia è stata obiettivo della stessa operazione terroristica, così come il Kuwait.
ha dichiarato il presidente tunisino Beji Caid Essebsi, che ha fatto visita ad alcuni dei sopravvissuti in ospedale.
ha continuato .
ha commentato Imen Ben Mohamed, deputata tunisina del partito islamico .
ha detto in Italia, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, aprendo la conferenza stampa conclusiva del Consiglio Ue. .
E la rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini ha ricordato, oltre all’attentato in Tunisia, anche quelli che hanno colpito Kuwait e Francia.
ha twittato Mogherini < I terroristi che ci vogliono dividere, ci uniscono>.
I 3 Paesi, infatti, sono stati coinvolti in attentati terroristici. Oltre a Susa, a Lione è stato attaccato un deposito di gas e accanto ad un corpo di una vittima decapitata, è stata trovata una bandiera dell’Isis.
In Kuwait, un attacco kamikaze in una moschea sciita ha causato decine di morti. Il premier britannico David Cameron ha annunciato che il comitato di risposta di emergenza del Regno Unito, è stato convocato d’urgenza per discutere degli attacchi avvenuti in Francia e Tunisia.
L’unità di crisi della Farnesina è in contatto con l’ambasciata d’Italia a Tunisi per le verifiche di rito in modo da accertare l’eventuale coinvolgimento di italiani.
L’Italia osserva, ma non basta, è infatti necessario un intervento preventivo per la tutela del Paese Italia, della sua gente e del suo immenso e inestimabile patrimonio culturale.

 

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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