A Cuffaro non bastava aver subito un processo con una discutibilissima sentenza che gli ha fatto scontare una durissima condanna forse allo scopo di dimostrare che anche i politici possono scontare il carcere.

A Totò non bastava aver avuto negato durante la sua carcerazione l’affidamento ai servizi sociali mentre in quell’occasione è stato rilevato che in precedenza erano stati concessi a ergastolani e perfino al celebre Vallanzasca.

A Totò Cuffaro non  bastava avere avuto negata la possibilità, sempre durante la sua detenzione, di essere presente ai funerali del padre e successivamente di visitare la propria Madre gravemente ammalata.

Ed ora dopo avere scontato  la grave condanna con un intervento a gamma tesa del Presidente dell’Assemblea Regionale Ardizzone viene revocata la possibilità dell’utilizzo di una sala dell’ARS per un convegno avente ad oggetto “i diritti dei carcerati”.

E’ senz’altro ingiustificabile il comportamento adottato in solitudine da parte del Presidente dell’ARS come si evince da quanto pubblicato su facebook dal Deputato Questore Nino Oddo:


Nino Oddo

16 ore fa ·

Nella qualita’ di questore all ars non mi risulta il divieto di accesso a Cuffaro. Qualora altri lo hanno imposto hanno sbagliato. In un paese che mette a disposizione le poltrone di Bruno Vespa per le arringe del figlio di toto’ Riina mi sembrerebbe assolutamente ingiustificabile nei confronti di un uomo che ha espiato con dignita’ la sua pena.

 

Tante polemiche ha scatenato, quindi, l’infausta decisione adottata da Ardizzone che purtroppo agendo così ha penalizzato non solo Totò Cuffaro ma principalmente coloro che aspettano giustizia e umanità nel carcere dove si calpestano le più elementari norme sui diritti civili a cominciare dalle celle che non sono neanche in norma per ospitare maiali.

E chi meglio di Cuffaro poteva descrivere lo stato attuale dei detenuti?

E l’interessato come ha reagito? Da Gran Signore, com’è nel suo stile, e ha dichiarato:

.  “La decisione di Ardizzone, ha detto Cuffaro,  è un problema suo e non mio, suo e della sua coscienza. Io non voglio fare nessuna polemica, però penso che la politica debba prendersi le sue responsabilità. Victor Hugo ha scritto che detenuti si rimane tutta la vita. Io non mi vergogno di esserlo stato e Ardizzone mi ha ricordato quanta verità ci sia nella amara affermazione dello scrittore”.

“Ho affrontato cose molto peggiori di questa – ha proseguito – il mio obiettivo è quello di far conoscere la condizione delle carceri italiane per renderla più umana. I preti, che sono sempre più comprensivi, ci hanno accolto e per me non è cambiato nulla. Sono però preoccupato dal fatto che le istituzioni, che dovrebbero occuparsi della vivibilità

degli istituti di pena, si dimostrino così intransigenti in occasioni come questa”. Concludendo il ragionamento Totò Cuffaro ha affermato: “Evidentemente la soglia della sensibilità di Ardizzone è molto basso ed è stato urtato dalla possibilità che l’incontro si tenesse a palazzo dei Normanni. Se lo ha fatto per paura di essere sommerso dalle critiche, ha sbagliato. La politica deve cercare di fare la cosa che ritiene più giusta, a prescindere delle eventuali polemiche”

Ardizzone si renda conto di aver commesso un grave errore e non perseveri…….

A Totò Cuffaro che sta partendo per fare del bene nel Burundi gli auguriamo “Buon Lavoro umanitario” e quando torna gli toccherà il compito di aiutare di più la causa dei detenuti in considerazione che nei giorni scorsi è cessato di vivere Marco Pannella che della questione ne aveva fatto una ragione di vita.

Carmelo Raffa

Di Carmelo Raffa

Nato a Tortorici (ME) il 18 gennaio 1952 si è occupato fin da ragazzo di sindacato, attività sociale e politica. All’età di 15 anni collaborava, infatti, con suo zio che era Segretario Zonale dei Nebrodi della Cisl e partecipava alle proteste dei contadini col microfono in mano per infastidire i proprietari terrieri. All’epoca i salari erano scarsi e c’era una forte discriminazione delle donne.All’età di 20 anni, nel luglio 1972, veniva assunto alla Cassa Centrale di Risparmio e si iscriveva alla FABI dove all'inizio del 1973 veniva eletto a far parte del Direttivo Provinciale di Palermo e nel 1978 ne diventava il Segretario Amministrativo.Negli anni ’80 è stato chiamato a ricoprire la carica di Segretario Coordinatore Regionale assumendo anche la guida del Sindacato di Palermo e nel 1997 è stato inserito dalla Segreteria Nazionale, per 4 anni nel Comitato di Redazione della Voce dei Bancari.Nel 1991 è stato eletto a far parte del Comitato Direttivo Centrale. Nel settembre 1997, dopo la fusione imposta dai poteri forti del Governo e della Banca d’Italia, è stato chiamato a coordinare l’attività sindacale FABI del Banco di Sicilia (polo creditizio siciliano). Nel 2000, in seguito all’acquisizione del Banco da parte della Banca di Roma di Geronzi e dopo le battaglie condotte per evitarne l’incorporazione, Raffa è diventato il Coordinatore Aggiunto della FABI-Gruppo Capitalia, incarico che ha mantenuto fino alla successiva operazione di inglobamento in Unicredit avvenuta nel 2007. In Unicredit Group ricopre l'incarico di Coordinatore Nazionale Vicario.In rappresentanza della FABI ha fatto parte del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro dal 1986 al1991, e per due mandati e fino al 2007, del Consiglio di Amministrazione dell’IRCAC.Dall'anno scorso Carmelo Raffa, ha collaborato assiduamente con la testata giornalistica on line LinkSicilia.it e ciò dopo aver fornito proprie note a: mov139.it - striscialaprotesta.it - lavocedinewyork.com

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