Ragusa. 30/01/2018
Finalmente le scelte sulle composizioni delle liste elettorali per il voto del mese di marzo p.v. sono state completate, rese pubbliche e adesso, come si suol dire, si può procedere.
Ogni partito o movimento ha individuato i propri candidati di Camera e Senato, tra discussioni, ripensamenti, malumori, dicerie, maldicenze e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo visto e sentito, in questi giorni frenetici, cosa ha ruotato intorno al mondo delle candidature. Ovviamente nessuno sa come si sia arrivati alla definizione delle liste, soprattutto per i partiti storici, in cui vengono rappresentate diverse anime e diversi pensieri.
Altra cosa è per quanto riguarda il nuovo, in particolare mi riferisco al Movimento 5 Stelle e al nuovo Partito, Liberi e Uguali. In entrambi i casi, immagino che le scelte siano state più libere da condizionamenti. Per quanto riguarda Liberi e Uguali, sono testimone diretto delle scelte effettuate sul territorio di Ragusa, scelte non condizionate da vincoli o da interessi di bottega. E per la prima volta, che io ricordi, sono state individuate due donne, entrambe impegnate nel sociale: Rosetta Noto, sociologa presso il carcere di Ragusa, e Franca Antoci, giornalista e vice capo servizio presso la redazione di Ragusa del quotidiano La Sicilia.
Ho avuto modo di conoscere e apprezzare entrambe, ma in maniera particolare ho conosciuto Franca Antoci con cui ho lavorato per anni fianco a fianco. Una donna decisa, pronta ad assumersi le sue responsabilità e a non tirarsi indietro di fronte a nulla, quando è convinta che ciò che persegue è giusto. Ho sentito il suo primo intervento, e avrei messo entrambe le mani sul fuoco che gli argomenti fossero quelli che Franca ha espresso. Ha parlato prima di tutto, da mamma, il suo amore si chiama Noemi ed è la figlia, ha parlato della tragedia dell’immigrazione, ha parlato di tutto ciò che Franca ha vissuto e vive giornalmente, dalle pagine del suo giornale.
Una scelta quella fatta da Grasso, che mi entusiasma, sarà per spirito corporativistico, sarà per campanilismo, sarà per affetto, sarà quel che sarà, penso che questa, potrebbe essere, per tutta la provincia, un’ottima opportunità.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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