rino durante

Scicli, 5 ottobre 2014 – “Non è possibile condannare una città, un’intera comunità per gli errori commessi da un ristretto  gruppo di persone. La magistratura deve fare il suo compito e accertare i fatti. Le responsabilità vanno accertate e i colpevoli identificati e questo proprio per evitare che un discredito incondizionato sia gettato su Scicli, sui suoi abitanti e sull’intero territorio”. Parole di Venera Padua, senatrice del Partito Democratico, a proposito della “gogna mediatica” abbattutasi sulla città in queste ultime giornate. “Aspettiamo l’esito delle indagini – aggigunge la senatrice – ma è oltremodo ingiusto non riconoscere la onestà di vita e di lavoro dei moltissimi sciclitani, estendendo sulla generosa collettività l’onta di un marchio mafioso, così infamante e denigratorio, ed ingiusto se addebitato indistintamente. Per questo bisogna rimarcare con determinazione che la mia, la nostra città di Scicli, riconosciuta bene dell’umanità, è una realtà bella e luminosa sotto molti aspetti, a partire dal valore culturale, espresso a partire dal più piccolo cittadino sino alle persone più grandi che hanno contribuito a dare lustro e sapere alla città, alla Sicilia ed all’Italia. La cittadinanza sciclitana – per la sua quasi totalità – è al di fuori dalle logiche mafiose e necessita di essere aiutata nel suo percorso di civiltà e legalità. I nostri ‘patrimoni comuni’, intesi sia in senso culturale e valoriale oltreché fisico, attengono non a valori ‘mafiosi’ ma a quelli propri di una collettività composta da persone accoglienti, calorose e disponibili. Generalizzare e far ricadere presunti errori ‘personali’ che saranno accertati dalla magistratura sull’intera cittadinanza e sul territorio di Scicli è deleterio, ma occorre avere la consapevolezza che se il “male” c’è occorre estirparlo per ridare salute, serenità e libertà alla comunità sciclitana”.

 

Di Rino Durante

Rino Durante, giornalista professionista. Inizia la carriera giornalistica nel 1977 come collaboratore sportivo della redazione siracusana de "La Sicilia" diretta dall'allora caposervizio Pino Filippelli. Nel 1980 iscrizione all'albo dei giornalisti nell'elenco dei pubblicisti. Nei prima anni dell'attività è stato corrispondente da Siracusa de "La Gazzetta dello Sport", nominato dall'allora direttore Candido Cannavò. Dai primi Anni Ottanta viene nominato da Domenico Tempio corrispondente da Siracusa di Antenna Sicilia. Come cronista televisivo si occupa anche di cronaca nera, giudiziaria e politica. Settori di cui si occuperà in seguito anche come giornalista della carta stampata. Nel 1992 sostiene a Roma, con esito positivo, gli esami per giornalista professionista. Una volta andato in pensione Pino Filippelli, per decisione del direttore Mario Ciancio e dell'allora redattore capo centrale Domenico Tempio, assume la direzione della redazione siracusana de "La Sicilia". Nel giugno del 1996 viene trasferito a Ragusa, dove fino al dicembre 2010 svolge la propria attività giornalistica come caposervizio e responsabile della redazione provinciale iblea de "La Sicilia".

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