Vittoria. 20 gennaio 2018
“Vittoria città difficile” è il titolo di un libro pubblicato qualche tempo fa da Francesco Aiello, più volte sindaco della città, già deputato regionale e adesso rappresentante del nuovo Movimento politico Articolo Uno, ora Liberi e Uguali.
Nel suo libro il “Ciccio instancabile” fa una fotografia della propria amata città, senza però atteggiarsi a sciocco campanilista, tracciandone quindi, tutte le caratteristiche, buone e cattive. Vittoria in effetti è una città difficile, ma da qualche tempo è diventata quasi impossibile. A parte le identiche caratteristiche di miglia di altre città di questo martoriato Paese, con assenza di lavoro, con strade sconnesse, con problemi di criminalità spicciola e organizzata, ciò che affligge di più il popolo laborioso e produttivo di questa città, è l’alta percentuale di criminalità che bazzica a Vittoria. Una percentuale già alta di suo, foraggiata anche da persone di diverse etnie, che si sono “ben inserite e adattate”, non trovando lavoro, mettendosi al servizio di quanti sfruttano la situazione per attrarre verso il mondo del crimine, persone già deboli e facilmente corruttibili. Abbiamo denunciato ciò che accade nei quartieri, per esempio nel tratto di via Cavour di fronte alla scuola Vittoria Colonna, in mano a vere e proprie orde di ragazzi che terrorizzano, indisturbati, non solo gli abitanti di quella zona, che sono esasperati, ma anche tutti quelli che passano da lì. Abbiamo denunciato il gravissimo episodio di cronaca che si è verificato 4 giorni addietro, quando una persona si è messa a sparare in mezzo alla pubblica via, senza tenere conto della gente che passava, uomini, donne, bambini. Abbiamo persino letto sui Social, violente e inaspettate critiche espresse nei confronti di chi denunciava questi episodi, che l’estensore delle critiche ha giudicato, forse senza riflettere, considerato il lavoro che svolge, un banale gesto compiuto da una persona che non ragiona, sottovalutando quindi la gravità dell’accaduto. Vogliamo oggi aggiungere alle altre denunce, un grave atto intimidatorio nei confronti di un noto imprenditore del luogo, a cui la notte scorsa è stata bruciata una gru posizionata nel porto di Scoglitti, che serviva per svolgere il proprio lavoro. Un gesto, quello di stanotte, che avrebbe potuto avere conseguenze di una gravità inaudita, se le fiamme avessero lambito le centinaia di barche all’ormeggio. Chi ha compiuto questo gesto che auspichiamo venga presto individuato e identificato, non a caso già dalle prime luci dell’alba il comandante della stazione carabinieri di Scoglitti e il comandante della Guardia costiera, sono al lavoro per visionare le decine di telecamere che hanno ripreso tutto; non si è reso conto che chi ha subito il danno, ha creato posti di lavoro e andrebbe premiato per questo.
Denunciamo, denunciamo, denunciamo, ma le cose continuano ad andare per il loro verso e, nonostante l’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine, che ad ogni fatto danno una risposta, in questa città, che non è più solo difficile, ma impossibile, si continua a delinquere come se nulla fosse e come se delinquere non fosse perseguibile.
Non siamo scoraggiati perché crediamo nella giustizia, ma siamo sconfortati perché se dovesse continuare così, rischieremmo di ritrovarci soli contro tutti.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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