Vittoria. 12 ottobre 2021
A 24 ore esatte dalla conta dei voti e dall’amarezza di avere verificato che per una manciata di voti, il candidato Aiello non è già sindaco di Vittoria, ci rilascia una intervista in esclusiva.
D. Molti erano convinti che, così come dichiarato, lei non avrebbe partecipato al ballottaggio, cosa è successo, visto che ha cambiato idea?
R. Ho manifestato più volte questa mia decisione e in certi momenti, persino con toni accesi, considerato che la squadra che mi ha accompagnato in questa lunga maratona e che ancora mi accompagna e che ringrazio, ha insistito sin dall’inizio, perché io partecipassi anche ad un eventuale ballottaggio. Mi ero impuntato su questa posizione, ma un incontro occasionale con un elettore, all’uscita di una sezione, mi ha fatto cambiare idea. Questo signore, molto distinto che avevo visto più volte, ma che non conoscevo, come riferito, all’uscita di una sezione, mi ha posto la domanda sul ballottaggio e io ho risposto che non era mia intenzione partecipare. Mi ha guardato come se avesse visto un marziano e mi ha detto, con modi garbati e gentili: professore, io e la mia famiglia abbiamo votato per lei, così come immagino abbiano fatto centinaia di cittadini di Vittoria e lei ci ripaga abbandonando la nave, prima di raggiungere il porto?
Questa cosa mi ha fatto riflettere molto, ancora era la domenica mattina e ho deciso, nonostante fossi convinto di potere essere eletto a primo turno, di “non abbandonare la nave”, in caso di ballottaggio.
D. E adesso con chi si apparenterà, visto che le elezioni, così come le partite di calcio, sono sempre una scommessa?
R. Lancio un appello a tutte quelle persone, purtroppo tante, che non sono andate a votare la prima volta e lancio un appello a tutte le persone che già mi hanno votato, perchè facciano un ulteriore sforzo. Inoltre mi appello a tutte le forze democratiche della città, perché facciano una scelta appropriata tra una destra che ha portato allo scioglimento del Comune e un candidato che rappresenta partiti e movimenti che nulla hanno a che vedere con gli altri.
Non credo che, persone che hanno militato nella sinistra, o in partiti che rappresentano le forze attuali di Governo, possano fare scelte che non si addicono a chi ama e pratica la democrazia.
Siamo orgogliosi del risultato ottenuto, ma insieme e con il consenso di chi lo vorrà, vogliamo riportare Vittoria agli anni che ci hanno visto protagonisti di una rinascita e di un cambiamento che ha dato benessere e libertà alla città tutta. Siamo fiduciosi.

Di Giovanni Di Gennaro

Nato a Vittoria il 14 giugno 1952; completati gli studi superiori presso l'Istituto Magistrale di Vittoria, negli anni 70, anni in cui erano in servizio, docenti quali: Bufalino, Arena, Frasca, Traina e tanti altri nomi di prestigio, si iscrive a Roma presso la Facoltà di Psicologia. Non completa gli studi universitari e non consegue il diploma di laurea, in quanto nel 1973, viene assunto presso la ex Cassa Centrale di Risparmio V.E. Da sempre si considera più sindacalista che bancario, infatti, già nel 1975, diventa dirigente sindacale. Allo stato attuale, è Segretario Provinciale della FABI, il Sindacato più rappresentativo di categoria, e, inoltre, è componente del Dipartimento Comunicazione e Immagine del Sindacato, che pubblica un mensile: La Voce dei bancari. (150.000 copie al mese). Nel 1978, inizia a collaborare con il Giornale di Sicilia, per cui lavora fino al 1994. Si iscrive all'Ordine dei Giornalisti nel gennaio del 1981. Per oltre 20 anni, collabora con Radio-Video-Mediterraneo e con altre emittenti locali, regionali e nazionali. Dal 1996 ad oggi, collabora con La Sicilia. Dal 1997 al 2004 è corrispondente Ansa da Vittoria , Ragusa e provincia.  Direttore Responsabile di periodici, ultimo in ordine di tempo: Il Mantello di Martino, molti lo considerano "specialista" di cronaca nera.  Sempre attento alle vicende politiche, economiche, giudiziarie, riesce ad essere un attento osservatore e un apprezzato cronista.

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